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Comacchio, protesta al San Camillo. Assolto Mezzogori

Comacchio, protesta al San Camillo. Assolto Mezzogori

Leader della Consulta accusato di riunione non autorizzata per fatti di 4 anni fa. La difesa: «Non era una manifestazione, ma un legittimo monitoraggio»

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COMACCHIO. Nessuna riunione senza i necessari permessi, ma solo un assembramento spontaneo di persone interessate a capire cosa stava succedendo davanti all’ospedale San Camillo di Comacchio. Così ha valutato il giudice Alessandro Rizzieri, che  ha assolto per non aver commesso il fatto il presidente della Consulta San Camillo Manrico Mezzogori, finito a processo con l’accusa di aver organizzato una manifestazione non autorizzata il 4 ottobre del 2012. Quel giorno in realtà, ha ricordato per la difesa l’avvocato Maura Tomasi, era nata una protesta non programmata alla vista del trasloco di alcuni arredi dal San Camillo all’ospedale del Delta. Era stata proprio una componente della Consulta a notare gli operai intenti a trasportare un armadio, un lettino, un banco di lavoro e una colonna endoscopica, e aveva avvisato Mezzogori. Che a sua volta aveva chiesto spiegazioni al dirigente di presidio, Sandro Guerra, risultato del tutto all’oscuro dei movimenti in atto. Da qui il coinvolgimento del sindaco Marco Fabbri e del presidente del consiglio comunale Robert Bellotti, entrambi chiamati ieri a testimoniare insieme al vicesindaco Denis Fantinuoli, intervenuto sul posto nell’ottobre di quattro anni fa in sostituzione del sindaco impegnato a Copparo. «Quel giorno sono arrivato a Comacchio solo alle 18, quando era già tutto finito - ha riferito Fabbri confermando a sua volta che il dirigente Guerra non era stato informato dall’Asl circa il trasferimento.

Quindi, ha ribadito Tomasi nella sua arringa, «non solo quel giorno non c’era alcuna manifestazione organizzata, non c’erano striscioni o cartelli, ma le persone presenti davanti al San Camillo, in qualità di componenti della Commissione Sanitaria di monitoraggio, avevano tutto il diritto-dovere di chiedere chiarimenti su quanto stava accadendo all’ospedale di Comacchio».

Un interesse che però, per Mezzogori, si era tradotto in un guaio giudiziario, visto che nel verbale redatto dai carabinieri giunti nel pomeriggio, e poi inviato alla procura, era stata formulata l’ipotesi di reato di manifestazione non autorizzata. Da qui era stato disposto a carico Mezzogori un decreto penale di condanna (con un salata multa di diverse migliaia di euro), contro cui l’avvocato Tomasi aveva presentato opposizione, innescando il processo concluso ieri con l’assoluzione. La stessa accusa, peraltro, sostenuta dai viceprocuratore onorario Elisa Bovi, aveva chiesto che l’imputo fosse assolto.

Alessandra Mura

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