Carcinoma al collo dell’utero dal Pap test al nuovo test Hpv
Lo screening per il carcinoma al collo dell'utero attraverso il pap test ha ora un forte alleato sul piano della prevenzione e della diagnosi precoce dei tumori femminili: il test Hpv. Già praticato...
Lo screening per il carcinoma al collo dell'utero attraverso il pap test ha ora un forte alleato sul piano della prevenzione e della diagnosi precoce dei tumori femminili: il test Hpv. Già praticato nei tre centri di riferimento del nostro territorio fin dallo scorso dicembre, l’esame - attualmente rivolto alle donne dai 30 ai 64 anni - permette di individuare il Dna virale di 14 genotipi ad alto rischio. Lo ha illustrato ieri durante una conferenza stampa all'Usl di via Cassoli, Giovanni Lanza, direttore dell’Unità Operativa di Anatomia Patologica, spiegando che non sostituirà il tradizionale pap test, utilizzato per le donne che non rientrano nelle categorie “coperte” dall’altro esame. L’obiettivo è di arrivare a sottoporre ogni donna al nuovo test entro il 2019. «Se l’esame Hpv dovesse risultare positivo - ha concluso il professore - sullo stesso campione prelevato si procederà all'esame citologico e se anche questo sarà positivo, si faranno ulteriori accertamenti. Abbiamo a disposizione due strumenti in grado di eseguire circa 400 test al giorno con risposte entro tre giorni e fino ad oggi abbiamo esaminato 2500 donne trovandone 2398 negative che, data l'attendibilità e la sicurezza dell'esame, saranno richiamate fra 5 anni». Il ruolo all’avanguardia che Ferrara ha svolto per cinquant'anni nella prevenzione è stato il motivo per cui è stata scelta come punto di riferimento per Area vasta Emilia Centro, che comprende anche le province di Bologna e Imola; riconoscimento che giustamente inorgoglisce sia in ambito medico che istituzionale. «D’accordo con il sindaco Tagliani - ha infatti sottolineato l'assessore alla Salute e Servizi alla Persona Chiara Sapigni - con soddisfazione rendiamo pubblica questa ultima buona prassi preventiva che insieme agli screening al seno ed al colon coinvolge le due aziende sanitarie e interessa circa 1 milione e 400 mila persone».
Nonostante il notevole sforzo organizzativo profuso, soddisfazione è stata anche espressa dai direttori sanitari Eugenio Di Ruscio (Sant’Anna) e Mauro Marabini (Asl) e dai direttori Giuseppe Cosenza, del Dipartimento di Sanità Pubblica, e Aldo De Togni (screening provincia di Ferrara), per il ruolo che Ferrara ha saputo conquistare in questo campo.
Margherita Goberti
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
