Omicidio Tani, attesa per l’autopsia
Gli accertamenti medico legali saranno decisivi per valutare la versione di Colopi, che ha detto di essere stato aggredito
«Non volevo ucciderlo, è stato lui ad aggredirmi, mi sono solo difeso». Questa la versione resa dal reo confesso Antonio Colopi, che domenica mattina a Pinarella di Cervia ha ucciso a colpi di mannaia il suo convivente, il cuoco 56enne Ugo Tani, di Migliaro. Una versione che è stata messa a verbale domenica notte, dopo un drammatico interrogatorio davanti ai carabinieri di Lanciano, dove il 22enne si è costituito.
Ma quelle parole non convincono del tutto il pm Stefano Stargiotti e il procuratore capo Alessandro Mancini: i magistrati ravennati ora attendono il responso dell’autopsia disposta sul cadavere dell'ex fantino ferrarese, da circa un anno legato al ragazzo pugliese di 34 anni più giovane. Sono ancora diversi i punti poco chiari nella ricostruzione fatta dal ragazzo ora detenuto nel carcere della città abruzzese con l'accusa di omicidio volontario.
In particolare i carabinieri sono al lavoro per capire se ci sia compatibilità tra quel racconto e la localizzazione dei colpi inferti sul corpo della vittima. Colopi ha riferito di aver colpito Tani dopo essere stato aggredito sia verbalmente che fisicamente e ha anche mostrato i segni lasciati sul suo petto da quella colluttazione.
La tensione tra i due conviventi - stando sempre alla versione di Colopi - risaliva alla sera precedente alla tragedia, quando il 22enne era uscito di casa verso le 22, per fare ritorno solo la mattina seguente alle 9. Poi dalle parole si era passati ai fatti e ad avere la peggio è stato il 56enne. Verso mezzogiorno Colopi aveva poi preso l'auto di Tani ed era scappato verso casa, lasciando intendere al suo avvocato - contattato a più riprese durante la fuga chiamandolo col telefonino - l'intenzione di suicidarsi. Quest'ultimo lo aveva però convinto a costituirsi, molto probabilmente salvandogli la vita.
L'autopsia servirà anche a stabilire l'ora esatta della morte. Gli inquirenti ravennati vogliono capire anche cosa abbia fatto Colopi nel lasso di tempo compreso tra il decesso di Tani e la decisione presa dal giovane di scappare verso la Puglia. Diverse le ipotesi, tra cui anche quella di un possibile tentativo di portare via il cadavere, che è stato trovato avvolto tra due lenzuola, proprio accanto all’ingresso della casa di via Puglie.
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