Quando lo stress uccide il lavoro Dalla Cisl un servizio di ascolto
Aperto uno Sportello con attività di consulenza psicologica e assistenza sindacale e legale Metà delle giornate di assenza è causata da questo disagio con grosse perdite anche per le aziende
Lo stress lavoro-correlato drena energie ai lavoratori e risorse economiche alle aziende. E non si misura solo in giornate perse perché il lavoratore è assente, ma anche in giornate “in bianco” perché il lavoratore è sì regolarmente al suo posto, ma in stato di “presenteismo”, ovvero con l’efficienza fortemente compromessa dallo stress, con conseguente senso di colpa per supposta inadeguatezza e relativo circolo vizioso che si autoalimenta con altro stress.
Dal 2008, con la legge 81, anche in Italia è diventata obbligatoria per i datori la valutazione dello stress lavoro-correlato, a conferma dell’importanza e della gravità di un fenomeno spesso difficile da definire con precisione, ma i cui effetti negativi sono tutt’altro che invisibili, concretizzandosi a volti in un aumento dei tassi di incidenti e infortuni.
È da queste premesse che da gennaio la Cisl di Ferrara ha aperto nella sede di corso Piave 40 uno sportello mirato all’ascolto del disagio psicosociale lavorativo destinato agli iscritti Cisl. Il servizio, nato su iniziativa del segretario provinciale del Sindacato Lavoratori Poste (Slp) Cisl, nonché Rappresentante Lavoratori per la Sicurezza (Rsl) Giuseppe Tagliavia, è stato avviato in via sperimentale ma nei primi tre mesi di funzionalità ha già registrato buoni riscontri, e si avvale della consulenza della psicologa del lavoro Cristina Biancardi. «Il primo passo infatti - spiegano - è proprio quello di valutare se i problemi esposti hanno veramente origine nel contesto lavorativo, o se invece sono determinati da fattori personali».
Questo primo incontro (gratuito) di “filtraggio” serve appunto a indirizzare i lavoratori, caso per caso, verso il percorso più idoneo, che può prevedere un ulteriore colloquio con uno psicologo - per definire le strategie mentali e i comportamenti necessari ad affrontare le situazioni fonte di stress - oppure il coinvolgimento di figure sindacali per avviare un confronto con il datore di lavoro o, nei casi più estremi (che sfociano ad esempio nel mobbing) l’intervento di un avvocato o di un medico legale per certificare eventuali patologie stress correlate, come malattie cardiovascolari o disturbi muscoloscheletrici
Secondo L’Eu Osha, l’agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, quasi la metà di tutte le giornate lavorative perse - sia nel pubblico che nel privato - è dovuta a stress accumulato sul luogo di lavoro.
Sono molteplici - e il più delle volte non “dolosi” ma riconducibili a una cattiva organizzazione del lavoro o a errori nella progettazione dei compiti - i motivi dell’insorgenza dello stress lavorativo, e che ricorrono anche nei casi fin qui esposti allo sportello Cisl: possono essere carichi di lavoro eccessivi (da non confondere con attività impegnative ma stimolanti; piuttosto compiti così gravosi da superare le capacità di farvi fronte), richieste contrastanti e mancanza di chiarezza sui ruoli, scarso coinvolgimento nelle decisioni che riguardano da vicino i lavoratori, mancato riconoscimento dei meriti o sistemi di meritocrazia poco trasparenti, precarietà, gestione inadeguata dei cambiamenti organizzativi, comunicazione inefficace, carenze nella formazione e nell’aggiornamento e il non sentirsi abbastanza sostenuti da superiori e colleghi. Non mancano situazioni ben più gravi, come molestie e mobbing, che richiedono un approccio di tipo legale.
Ma in molti altri casi, il rischio da disagio psicosociale lavorativo può essere affrontato con un servizio di assistenza e orientamento rivolto al lavoratore, oppure promuovendo un intervento sindacale per risolvere le criticità prima che il problema degeneri. A tutto vantaggio anche dei datori di lavoro, visto che per le imprese e le società i costi stress-correlati vengono valutati in miliardi di euro a livello nazionale.
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