Calo degli aborti boom di obiettori
Sant’Anna 3 ginecologi su 4 si astengono: record regionale Un terzo delle donne ormai sceglie il sistema farmacologico
Gli aborti sono in calo a Ferrara come in tutta l’Emilia Romagna, ma l’ospedale Sant’Anna è la struttura pubblica con la più alta percentuale di ginecologi obiettori di tutta la regione, per cui il dato è da valutare anche in questa luce. Può non essere semplice ottenere infatti questa prestazione in un ospedale che, secondo il fresco rapporto regionale fermo comunque al 2014, conta 13 obiettori sul totale di 17 ginecologi, cioè il 76,5%: solo Parma ha percentuali paragonabili, il 66,7%, nelle altre aziende ospedaliere il rapporto è più o meno paritario. A livello di Asl la situazione non cambia di molto, visto che Ferrara ha 19 obiettori su 30 ginecologici, pari al 63,3%, superata dalla sola Piacenza (70%), con le altre aziende staccate. Qualche anno fa si registrò tra l’altro una situazione di criticità per il trasferimento di un medico non obiettore, che fu comunque tamponata. Molto bassa, invece, la presenza di obiettori tra gli anestesisti ferraresi, 8 su 51 al Sant’Anna pari al 15,7% e 5 su 32 all’Asl (15,6%), contro una media regionale del 32,4%; ancora più bassa l’incidenza tra il personale non medico.
Sempre a livello provinciale risulta poco utilizzata la pillola abortiva, la RU486, che copre solo il 7% delle interruzioni volontarie di gravidanza, mentre al Sant’Anna il suo impiego sale parecchio: una donna su tre ha abortito nel 2014 con questo metodo, 146 in tutto. È piuttosto elevata la percentuale di donne non residenti in regione, il 20,5%, circa il doppio della media emiliana (più omogeno il dato dell’Asl). Dall’osservazione sull’intero campione regionale, tra l’altro, risulta che il metodo farmacologico risparmia una piccola percentuale di complicazioni più gravi (emorragie, infezioni e lacerazioni al collo dell’utero), mentre incide maggiormente sulle altre complicazioni (dolore, nausea e vomito): 2,8% dei casi contro lo 0,4% del chirurgico. Tra coloro che si rivolgono ufficialmente al Sant’Anna, tuttavia, l’82,2% vede contenersi entro 14 giorni i tempi di attesa, contro una media regionale ferma al 73%, e solo l1,2% delle richieste viene evasa dopo 28 giorni. Le straniere sono il 40,4% del totale, un po’ più bassa della media emiliana che è del 43%.
Il numero complessivo degli aborti, in provincia, è in calo costante dal 2011. L’anno precedente si erano registrati 708 interruzioni volontarie di gravidanza, delle quali 2 su ragazze giovanissime (da 14 anni in giù), mentre nel 2011 si è appunto registrato il picco con 747 interventi. Poi il calo, con 650 ivg nell’anno successivo e 619 del 2013, fino ad arrivare ai 591 interventi effettuati tra Asl e Sant’Anna nel 2014. (s.c.)
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