«Ugo era una brava persona»
Omicidio Tani, emergono nuovi risvolti. Il titolare dell’hotel di Pinarella ricorda il cuoco ucciso
RAVENNA. Mentre si è in attesa dell’autopsia che potrebbe essere fissata per oggi o domani, all’hotel Odeon, il tre stelle vista mare che sorge sul lungomare di Cervia, il telefono in questi giorni ha squillato in continuazione. È ancora vasta l’eco suscitata dall’omicidio di Ugo Tani, di Migliaro, assassinato a colpi di mannaia dal convivente, reo confesso, Antonio Colopi, che è stato interrogato dai carabinieri di Lanciano. Il titolare dell’hotel, Paolo Poggi, non dorme da alcune notti: Tani non era solo il suo cuoco, ma era anche un suo amico. Ed è stato lui a dare l’allarme quando non lo ha visto arrivare al lavoro, e a ritrovarlo cadavere. «Era una brava persona. Era stato lui a chiedermi di far lavorare il suo amico Antonio, ma nulla: era inaffidabile e non superò la prova». Poggi conosceva il cuoco ferrarese - di 56 anni, ucciso domenica mattina nella villetta di Tagliata di Cervia, in via Puglie - da una dozzina di anni. E sono stati proprio lui e la proprietaria della villetta dove Tani viveva, a lanciare l’allarme domenica mattina quando lo hanno trovato cadavere all’ingresso di casa.
Un fatto che ha sconvolto anche i vicini di casa: Michele Cardillo e sua moglie sono i proprietari della villetta di via Puglie dove, al piano terra, domenica mattina il 22enne pugliese Colopi avrebbe colpito il suo convivente Tani. «Noi siamo amici del titolare dell’albergo e da appena una decina di giorni avevamo dato in affitto l’appartamento al suo cuoco, stanco di vivere in hotel – racconta Michele -. Non lo conoscevamo bene. Del ragazzo, invece, sapevamo poco: chiesi conto a Ugo, visto che l’appartamento era affittato a lui e non ad altri, ma lui mi disse che era un suo ospite».
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