La Nuova Ferrara

Ferrara

il racconto - prima puntata

«Caro diario, ieri due ragazzi hanno chiesto di mio padre»

Argenta, 20 maggio 1945. In questi pochi giorni sono successi tanti avvenimenti ed io ò (da notare il verbo avere usato senza ‘acca’ ma con la lettera accentata, ndr) tanto da lavorare da non avere...

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Argenta, 20 maggio 1945.

In questi pochi giorni sono successi tanti avvenimenti ed io ò (da notare il verbo avere usato senza ‘acca’ ma con la lettera accentata, ndr) tanto da lavorare da non avere nemmeno un quarto d’ora solo per me. Per fortuna oggi è domenica, tutti sono a letto ed io ne approfitto.

Il giorno stesso che sono tornata da Ferrara la mamma à avuto una tremenda crisi di cuore. Non posso tradurre in parole il mio spavento, la mia trepidazione. Qui con me c’era l’infermiera e la B... (nostra vicina di casa, omettiamo i nomi, ndr). La mamma aveva il respiro affannoso delle acutissime punture al cuore che la facevano urlare a intervalli determinati, forse a causa della respirazione. Le abbiamo fatto la puntura e siamo andati a chiamare il medico che è arrivato quando la mamma si era già calmata. Io dò la colpa che sia stata la medicina che le à dato E... forse in abbondanza. Per fortuna è migliorata e oggi si è alzata. Però così non può continuare, è necessaria una cura forte come il Redium per poterla definitivamente asciugare internamente, le emorragie si susseguono troppo spesso. Be... l’altro giorno il babbo è andato a Ferrara perché qui spira cattiva aria, ma ci à detto di dire, se lo vengono a cercare, che lui è andato in cerca di bestiame. Ieri alle 11 circa sono comparsi due ragazzi, uno quasi erculeo con una faccia da lazzerone che consola, l’altro più piccolo e tutti i due in calzoncini e canottiera. Il primo aveva un berretto come portano ora i partigiani con la falce e il martello sul davanti. Si chiamano uno Capucci e l’altro Alberani.

Senti il dialogo. Capucci: “Buon giorno, abita qui il signor G.V.?”; io: “Si ma è via”. Capucci: “Via? dov’è andato?”; io: “In cerca di bestiame per lavorare”. Cap: “Sapete mica la località?”; io: “località... probabilmente verso il Po, dalle parti del Veneto”. Cap: “Aveva dei documenti con lui per viaggiare?”; io: “Se è partito è logico che li avesse; scusate, se volete qualche informazione... accomodatevi forse la mamma potrà informarvi meglio”. Cap: “Bene, grazie”. Sono venuti con me, io li ò portati in camera dalla mamma che era a letto. Prosegue il dialogo: “Buongiorno signora, è vero che è partito suo marito?” (Sospendo per dirti che non si era levato il berretto e si era talmente accostato al letto da supporre che le volesse porgere la mano, ma non l’à fatto).

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