Floricoltura ferrarese con un occhio all’ambiente
Si usa l’acqua piovana per l’irrigazione delle serre e il fotovoltaico per l’energia Nonostante il periodo di crisi del settore l’impresa continua a crescere
Arlecchino di colori e fragranze. Nelle gigantesche serre di Containa, località a pochi passi da Montesanto nel territorio voghierese, da 20 anni Floricoltura Boarini veste gli abiti dell’eccellenza imprenditoriale. L’azienda di Michele Boarini è specializzata nella produzione di piante in vaso da balcone, soprattutto fiorite, quali gerani, ortensie e surfinie in primavera, ciclamini, crisantemi in autunno e stelle di Natale (il grosso di produzione) a fine anno, distribuendole in quasi tutto il Nord Italia fino a Torino e in parte della Toscana.
Il servizio non comprende Centro e Sud, dove esistono i maggiori concorrenti. Circa il 25-30% è importato da Olanda, Danimarca, Belgio, Germania e Spagna, poiché il territorio è deficitario su mix prodotto.
«L’azienda – spiega Michele Boarini – è divisa in due: la sede di Containa e un’unità locale a Casalecchio di Reno. A Containa abbiamo produzione e vendita all’ingrosso, a Casalecchio vendita al dettaglio per privati e ingrosso per fioristi di bolognese e modenese. Bologna ha un ampio bacino d’utenza ma pochi garden center. Non abbiamo nessun garden a Ferrara perché sarebbe controproducente fare concorrenza ai nostri stessi rivenditori».
Grazie al Comune di Voghiera, da alcuni anni, il Ponte della Containa è stato allargato e sistemato, così da permettere ai camion di raggiungere la sede ferrarese, che si trova ad un chilometro dall’uscita Monestirolo sull’Adriatica 16 bis. L’azienda ha un’altra eccellenza: il basso impatto ambientale. «Da 15 anni, abbiamo scelto un progetto costruito passo dopo passo. L’acqua piovana è raccolta dai tetti delle serre e convogliata in un lago artificiale, dove è stato creato un equilibrio naturale senza alghe. Quest’ultima è impiegata per l’irrigazione dentro le serre, che totalmente pavimentate raccolgono l’acqua in esubero, ripulita con speciali filtri e rimescolata con quella piovana proveniente dal lago è reimpiegata in serra, senza alcuna dispersione in falda. Inoltre, siamo dotati di fotovoltaico con produzione di 80 chilowatt, una parte venduti per esubero del nostro fabbisogno. Da poco, è stato completato il riscaldamento interno, a pavimento ed aria calda, per coltivare in inverno. Prima usavamo gasolio, ora cippato di legno a pezzatura standard, fonte rinnovabile, con certificazione energetica di produzione. Una parte è prodotto da noi in via sperimentale con pioppeto».
L’azienda è controllata da computer che regolano temperatura e arieggiamento, con impostazione di umidità relativa, consentendo la lotta fungina in modo biologico. Come biologica la lotta contro gli insetti, fatta attraverso equiparati antagonisti quando la coltivazione lo consente.
«Il fatturato aziendale è di oltre 3 milioni di euro, di cui 1,8 in sede e 1,2 a Casalecchio. Nonostante il periodo di crisi, l’azienda continua a crescere, pur stando coi piedi per terra perché le difficoltà esistono. Ma un imprenditore non può pensare di fermarne lo sviluppo naturale, perché esiste una funzione sociale oltre ad una ragione etica. Adesso, forniamo circa 60 Garden Center sparsi nel Nord Italia, di cui una quarantina associati in gruppi di acquisto e alcune centinaia di fioristi e rivenditori».
Enrico Menegatti
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