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«Louise paga la crisi del tessile»

di Maurizio Barbieri

Un dirigente della Confartigianato interviene a tutela dell’azienda

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MASI SAN GIACOMO. «L’azienda attenderà che il Tribunale si pronunci il 19 aprile prossimo in merito all’istanza di fallimento».

La ditta Confezioni Louise di Masi San Giacomo si fa viva tramite Riccardo Mantovani, dirigente della Confartigianato, l’associazione che tutela gli interessi dell’azienda.

«Non si poteva fare altro - spiega lo stesso Mantovani , dal 2013 fino ad oggi la famiglia Zanella he messo in campo quello che aveva. Quando un associato è tacciato di irresponsabilità è sgradevole. Siamo di fronte ad un’azienda che è nostra associata da una quarantina di anni. All’inizio degli anni Novanta, con la crisi del tessile, sono iniziati i primi contraccolpi negativi per un’azienda che allora aveva due ditte, la Ale e la Louise, le quali occupavano svariate decine di persone».

«Con i sindacati - prosegue Mantovani -, già nel 2012 avevamo condiviso un percorso di razionalizzazione che ha portato nel 2013 alla creazione della Confezioni Louise sas, con 36 dipendenti. È stato fatto un business-plan, però il sogno di rilanciarsi è durato poco e nel giro di tre anni si è toccato il fondo. Nel 2015, sempre con le organizzazioni sindacali, abbiamo condiviso un percorso di cassa integrazione della durata di dodici mesi (la Cig è scaduta lunedì scorso, ndr). Verso la fine del periodo di cassa integrazione il sindacato chiede il licenziamento di tutte le dipendenti per accedere alla mobilità, ma quando riceve la richiesta alla Louise anche arriva un’istanza di fallimento, un’azione attivata da una parte delle dipendenti. A quel punto l’azienda non poteva fare altro che attendere l’udienza in Tribunale di martedì prossimo. Negli ultimi dieci anni si sono persi altri quattro laboratori per un quantitativo di occupati anche superiore. Il tessile da tempo in crisi».

La Louise Confezioni produce cravatte, sciarpe e foulard e ha la propria sede a Masi San Giacomo, in via Torquato Tasso 4. L’azienda questa mattina sembra proprio essere giunta al capolinea. Nel frattempo, infatti, oggi il sindacalista Marco Corazzari della Filctem-Cgil incontrerà il direttore della sede provinciale dell’Inps, Massimo Formichella, al quale esporrà la situazione dell’azienda dove l’altro giorno c’è stato un presidio davanti ai cancelli della fabbrica masese, e successivamente, davanti all’Ispettorato del lavoro a Ferrara. L’azienda lavorava per firme importanti del settore. Le lavoratrici giunti a questo punto temono, infine, che l’azienda voglia trasferirsi all’estero, in un Paese dell’Est Europa. Mantovani della Confartigianato si limita ad affermare: «Lo dicono loro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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