"Pochi poliziotti, così non si garantisce la sicurezza di Ferrara"
Clamorosa denuncia di cinque sigle sindacali della Polizia di Stato: organici calati del 22% in dieci anni, si ricorre a anziani e forze di altre province. Chiesto incontro a prefetto e sindaco
FERRARA. Anche se sono consapevoli che la loro denuncia amplificherà "la diffusione di un sentimento di sicurezza non solo effettiva ma anche percepita", cinque sigle sindacali della Polizia di Stato hanno deciso di non poter più rinviarla: "Il personale della Polizia di Stato rimasto in servizio a Ferrara non è più sufficiente a garantire uno standard di sicurezza adeguato alle richieste della cittadinanza". La firma è di Siulp, Ugl-Polizia, Coisp, Siap e Silp.
Nel 2007 - c'è scritto nella nota congiunta - c'erano in servizio 256 poliziotti. In sei anni siamo scesi di 21 unità, tanto che nel 2013 siamo arrivati a 235. Termineremo il 2016 in 208 ed il prossimo anno, è il conteggio dei sindacati, si finirà a quota 198, con l’ufficio Volanti che deve garantire con soli 28 uomini distribuiti nelle ventiquattro ore giornaliere, la sicurezza su tutto il territorio comunale. Quattro operatori ogni turno significano 2 macchine sul territorio.
"Con questi numeri non si garantisce la sicurezza a nessuno - scrivono le cinque sigle - I cittadini, le autorità, lo devono sapere. Il questore cerca di tamponare come può: impiega gli ormai anziani colleghi degli uffici per i numerosi servizi di ordine pubblico, fa ricorso all’aiuto di equipaggi del Nucleo Prevenzione Crimine di Bologna. Ma le forze esterne non conoscono il territorio, le sue dinamiche, i suoi problemi. Non è così che si costruisce una città sicura. Servono uomini per contrastare il degrado criminale della città, per controllare l’abusivismo, per vigilare gli obiettivi sensibili connessi all’allarme terrorismo. Occorre contrastare con forza lo spaccio di droga, i reati che coinvolgono i minori, la prostituzione. Occorre implementare le campagne informative di legalità nelle scuole. Servirebbe ripristinare la figura del Poliziotto di quartiere, cancellata per mancanza di personale".
Ben venga la sicurezza integrata tra pubblico e privato intesa come sorveglianza partecipata e ben venga la sperimentazione di nuovi modelli di prevenzione con maggiore integrazione tra il pubblico ed il privato (addetti alla vigilanza e sicurezza), dicono i sindacati di Polizia, "ma questo modello non può sostituirsi alla presenza delle forze dell’ordine sul territorio. L'approntamento di un numero sufficiente di telecamere, specie nelle aree a rischio della città, è ancora un obbiettivo lontano dall'essere raggiunto. Per questo - rendono noto - abbiamo richiesto un incontro con il prefetto ed il sindaco rispettivamente autorità locale del governo e autorità politica locale, perchè entrambi facciano sentire la loro voce al Ministero dell'Interno e chiedano l'assegnazione di rinforzi a questa Questura. Dobbiamo riqualificare e risanare il territorio urbano restituendo spazio e fiducia agli abitanti, ai commercianti dei quartieri, a chi vuole passeggiare nei giardini senza aver paura. Non solo - conclude a nota - una città che fa del turismo e del suo patrimonio storico una delle sue preragative culturali ed economiche deve contare su uno standard di sicurezza che oggi non è più possibile garantire".
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