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«Sono viva per miracolo: ringrazio Dio»

«Sono viva per miracolo: ringrazio Dio»

Una donna di 75 anni è stata assalita da due banditi. L’anziana strattonata e poi gettata sul pavimento

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LIDO POMPOSA. «Se urli ti ammazzo, mi ha ripetuto quello più alto dopo avermi strattonata, spinta violentemente sul pavimento e risollevata tenendomi una mano dietro la spalla e una sulla bocca. Sono viva per miracolo, il Signore mi ha fatto la grazia». Albina Donzelli, vedova 75enne, che vive sola a Lido Pomposa (in via Monte Due Pizzi), ha ancora dipinto in volto il terrore della brutale aggressione subita mercoledì attorno alle 16.45, mentre si trovava sul balcone di casa. «Erano da poco andati via i muratori che stanno sistemando gli infissi e tinteggiando i muri – racconta l'anziana ancora profondamente scossa -, quando mi sono trovata addosso due uomini con cappello con visiera e guanti. Uno di loro, alto, magro, con i capelli lunghi, mi ha trascinata in cucina, sbattuta a terra, mentre l'altro ha cominciato a rovistare dappertutto e a mettere a soqquadro la casa».

Sono trascorsi dieci interminabili minuti, durante i quali la donna dolorante per la caduta ha rischiato di soffocare con la mano di uno dei due premuta sulla bocca. «Sono stata operata di recente e con il naso fatico a respirare – ammette la donna – e mentre quello più basso continuava a cercare e a mandare all'aria sedie e mobili, l'altro in un italiano stentato mi chiedeva di indicare dove fossero i soldi. Ho cercato di far capire che sono una pensionata sola, senza denaro in casa». A salvare Albina, residente al Lido di Pomposa da 9 anni, vedova da due, è stato l'arrivo provvidenziale di un'auto, quella dei vicini. «Probabilmente i ladri hanno pensato che fossero tornati i muratori – prosegue la donna -, che guarda caso proprio ieri erano usciti prima del solito e sono fuggiti in furia e fretta lungo le scale, ma altrimenti mi avrebbero ammazzata».

Al loro arrivo i due malviventi hanno trovato l'ingresso della palazzina aperto e l'uscio della casa al primo piano socchiuso e, come ritiene la donna, avevano probabilmente seguito gli spostamenti dei muratori. Ancora sotto chock la vedova ha subito chiamato i vicini, poi l'ambulanza e i carabinieri. Non ha voluto recarsi al pronto soccorso, ma oltre al trauma per lo spavento, fatica a camminare per il dolore fisico alla schiena, ad una spalla e ad un ginocchio, conseguenza di una violenza inaudita. Ai carabinieri del Norm di Comacchio intervenuti per il sopralluogo, sono affidate le indagini per risalire all'identità degli aggressori. Anche il gatto Speedy, che ha assistito impotente al tentativo di rapina, segue la sua amata padrona passo passo, senza lasciarla sola un istante. «Hanno buttato all'aria tutto – continua a ripetere Albina -, ma non hanno trovato soldi, nè oro. Per questi si erano incattiviti di più. Se non fosse arrivata quell’auto, sono sicura che mi avrebbero uccisa. Non so come ho fatto a dimenticare la porta aperta. Ringrazio i carabinieri – chiude la donna – che sono tornati a trovarmi e che vedo passare spesso. Sono i miei angeli custodi». (k.r.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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