«Comune e Prefettura ci hanno vietato i banchetti»
Nello scorso fine settimana il Comitato referendum sociali di Ferrara ha raccolto in città più di 300 firme (l’obiettivo in tre mesi è di arrivare a 4.000 per concorrere alle 500 mila necessarie) La...
Nello scorso fine settimana il Comitato referendum sociali di Ferrara ha raccolto in città più di 300 firme (l’obiettivo in tre mesi è di arrivare a 4.000 per concorrere alle 500 mila necessarie) La notizia la dà Corrado Oddi, che si dichiara molto soddisfatto di questa prima uscita a sostegno «dei 7 referendum, quattro contro la “cattiva” scuola, uno contro gli inceneritori, uno contro tutte le trivelle e uno contro le privatizzazioni dei servizi sociali». Ma la conferenza stampa che tiene insieme a Marzia Marchi, Mauro Presini e a Mauro Ballola (quest’ultimo esponente M5S che aderisce all’iniziativa referendaria) non è stata convocata per dare i numeri, bensì per l’impossibilità di replicare l’impresa oggi e domani.
Il Comitato si è infatti visto respingere la richiesta di allestire in questo fine settimana un banchetto per raccogliere le firme. La carta bollata è quella del Comune che si richiama a disposizioni della Prefettura: sulla scorta della legge elettorale del 1956 e di una riunione tenutasi in Prefettura il 23 marzo è stato deciso che il giorno prima e il giorno del referendum non saranno autorizzate manifestazioni politiche «a prescindere dalla natura del soggetto richiedente e dell’argomento portato alla pubblica attenzione». Secondo Oddi è un divieto ingiustificato: «Hanno trasformate il silenzio elettorale in silenzio totale. La nostra iniziativa, oltretutto, non ha che fare con il referendum del 17 aprile. E il Comune avalla questa decisione» frutto di «una interpretazione molto discutibile, tant’è vero che in altre vicine realtà come Bologna, Modena, Reggio questo divieto non esiste».
Oddi ventila l’ìpotesi che sia in atto un boicottaggio contro i referendum sociali da parte del Ministero degli Interni. Giustifica il sospetto con la scelta della data referendaria (17 aprile) e delle date delle elezioni comunali (5 e 19 giugno), che andando ad occupare tre fine settimana impediranno in molte città di raccogliere le firme.
«Forse l’uomo solo al comando ha paura del pronunciamento popolare» ironizza Presini alludendo a Renzi.
Al Comune di Ferrara si rimproverano anche altre decisioni che limiterebbero la partecipazione dei cittadini, come l’obbligo di rotazione dei banchetti, l’alto canone Cosap per chi li allestisce («altrove non si paga»), il divieto di installare banchetti in concomitanza con manifestazione quali Palio e Buskers Festival.
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