Il cuoco ucciso da un solo colpo al collo
MIGLIARO. Ugo Tani è morto per dissanguamento e a ucciderlo è stato un solo colpo di mannaia, un colpo inferto nella parte posteriore del collo. Questo, in estrema sintesi, l’esito dell’autopsia...
MIGLIARO. Ugo Tani è morto per dissanguamento e a ucciderlo è stato un solo colpo di mannaia, un colpo inferto nella parte posteriore del collo.
Questo, in estrema sintesi, l’esito dell’autopsia svolta sul corpo del cuoco 56enne morto domenica dopo una lite con il suo convivente 22enne, il pugliese Antonio Colopi che si era costituito in serata ai carabinieri di Lanciano, nel Chietino, dove ora si trova recluso con l’accusa di omicidio volontario dopo aver ammesso il delitto. Ci vorranno almeno 60 giorni per avere la relazione completa del medico legale, ma è chiaro che i primi esiti dell’autopsia sono già sufficienti ad aprire nuovi orizzonti investigativi ed a fare, in parte, traballare anche la versione dei fatti che Colopi ha dato agli inquirenti. «Non volevo uccidere Ugo - ha dichiarato il 22enne di Galatone (Lecce) - mi sono solo difeso, è stato lui ad aggredirmi». Parole che lasciano pensare a una strategia difensiva che punta alla legittima difesa. Tuttavia un colpo solo, preciso e sferrato quasi alle spalle della vittima non appare del tutto compatibile con quella versione. Ci vorranno forse altri elementi per convincere il pm Stefano Stargiotti e il procuratore capo Alessandro Mancini ad avallare quella ricostruzione.
I funerali di Ugo Tani si terranno oggi alle 16 a Migliaro, suo paese d’origine.
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