Poligono, dopo i rilievi al via la demolizione
L’area di via Cattaneo sarà completamente bonificata a spese dei proprietari. Si procederà con la ricostruzione in 3d degli attimi prima dell’incendio
PORTOMAGGIORE. «Non sarà facile arrivare ad una risposta. Ma nemmeno impossibile». Il giorno dopo i rilievi all’interno del capannone che ospitava il Poligono a Portomaggiore, i legali delle famiglie delle vittime rinnovano la piena fiducia negli inquirenti, convinti che si possa arrivare a capire la causa del rogo in tempi relativamente brevi. Giovedì mattina il perito nominato dalla Procura, il professor Federico Ferrari di Unife, docente di “Metodologie di rilievo integrato tramite laser scanner 3d e restituzione tridimensionale solida tramite sistemi di prototipazione rapida e fresatura Cnc. Integrazione con processi di visualizzazione e gestione del dato via web”, è arrivato in via Cattaneo per i rilievi, supportato dal suo staff e affiancato dia diversi periti di parte. Ferrari, al momento, non si esprime in alcun modo e i prossimi giorni saranno forse decisivi.
Intanto bisognerà capire anche come e quando muoversi per la demolizione dell’immobile (che sarà a carico dei proprietari). L’area va infatti bonificata considerata la pericolosità della struttura e la vicinanza di altre case sorgendo il capannone in pieno centro abitato. Parallelamente vanno avanti anche le indagini relative alla regolarità dei permessi a costruire (il primo piano era stato realizzato da poco) e le eventuali responsabilità dei titolari dell’attività così come delle persone che a diverso titolo lavoravano o si occupavano della gestione della attività. La vicenda è complessa. I titolari al momento sono indagati per omicidio colposo e dalle indagini è anche risultato che l’associazione sportiva dilettantistica in realtà non esisterebbe, tanto che nei mesi scorsi Stefano e Fabio Ghesini, così come il loro commercialista, sono stati denunciati per “falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico”. Indagini a tappeto anche per quel che concerne i materiali utilizzati per la realizzazione della parte nuova del Poligono che potrebbero non essere idonei, così come la realizzazione degli impianti.
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