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«Agricoltura a punti per definire l’azienda greening»

«Agricoltura a punti per definire l’azienda greening»

Aziende e Pac, le proposte di Confagricoltura per cambiare la politica agricola. A ottobre il Global Forum

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La crisi dell'agricoltura italiana arriva a Bruxelles. Il parlamento europeo ha recentemente ospitato un evento per riunire referenti del settore agricolo provenienti da tutta Europa, con lo scopo di verificare e revisionare la Politica Agricola Comune (Pac) attivata nel 2014. Alla tavola rotonda organizzata dal think tank 'Farm Europe', l'osservatorio di alto profilo sulle politiche agroalimentari europee, ha preso parte anche il presidente nazionale di Confagricoltura Mario Guidi. Il commissario europeo per l'Agricoltura e lo Sviluppo rurale Phil Hogan ha manifestato la sua intenzione di intervenire sulle crisi che affliggono, da ormai troppo tempo, alcuni settori chiave dell'agricoltura. «Per superare questo difficile momento - sottolinea Pier Carlo Scaramagli, presidente di Confagricoltura Ferrara - abbiamo bisogno di risposte più incisive e tempestive che coinvolgano anche le politiche commerciali dell'Unione Europea, con particolare riferimento agli accordi con i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Solo lavorando insieme e facendo rete è infatti possibile affrontare la grave situazione di mercato di certi comparti e guardare con più fiducia al futuro». Un futuro di riforme, che vedrà proprio l'Italia come protagonista. Durante la giornata di lavoro promossa da Farm Europe è stata lanciata l'idea di un grande Global Forum sulle politiche agricole ed agroalimentari che si terrà nel nostro Paese il 14 e 15 ottobre. Un'occasione propizia per discutere del ruolo dell'agricoltura, delle sfide sostenibili del millennio e delle politiche più idonee al suo sviluppo. Anche con la necessità di ripartire da zero.

A due anni dall'entrata in vigore della Pac, infatti, gli strumenti adottati risultano inadeguati se non addirittura fallimentari. Confagricoltura guarda già alla riforma della politica comune per il post-2020 e, alla luce dell'inadeguatezza dell'impianto normativo, non chiede un semplice restyling ma una "Pac da rifondare". Tra gli obiettivi della revisione, oltre a imposizioni più precise per quanto riguarda la sostenibilità, figura la modifica del rapporto dei pagamenti diretti, che non dovrebbero più essere generalizzati ma dovrebbero tenere conto dell'andamento di mercato per evitare di sovracompensare gli agricoltori nelle fasi positive degli scambi e di non compensarli adeguatamente nei momenti di crisi.

In programma anche il miglioramento delle misure sul fronte del greening, attualmente di dubbia efficacia considerato che, nel primo anno di applicazione, ha portato in Italia una riduzione della superficie a mais e grano duro a favore di leguminose e terreni a riposo. Confagricoltura propone di assegnare a ciascuna impresa agricola un punteggio simile a quello utilizzato per l'efficienza energetica delle abitazioni. Con questi punti, che identificano il contributo alla sostenibilità ambientale ed alla tutela dell'ecosistema che una unità produttiva è in grado di garantire, è possibile stabilire una soglia al di sopra della quale l'azienda è 'greening conforme'.

Andrea Tebaldi

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