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Consorzio Bonifica: Comacchio va al Tar contro il piano tasse

Consorzio Bonifica: Comacchio va al Tar contro il piano tasse

Ricorso del Comune sulla classificazione degli oneri Intanto i cittadini protestano: cartelle vergognose

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COMACCHIO. Il tira e molla che da anni vede contrapposti il Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara a tutti i comacchiesi assoggettati al duplice pagamento della tassa di scolo sia da parte del Cadf sia dal Consorzio, è sfociato venerdì in un ricorso al Tar di Bologna, presentato dal Comune.

Il sindaco Marco Fabbri, impugnando la delibera 1 del 25/01/2016, con cui il Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara ha approvato in via definitiva il Piano di classifica per il riparto degli oneri consortili, lamenta che non è stata fatta chiarezza su un tributo non proprio dell’ente locale.

«Spiace constatare come la concertazione del Consorzio col territorio in fase di redazione del nuovo piano sia stata quasi del tutto nulla - dice il sindaco -, così come non sia stato ritenuto necessario organizzare riunioni preventive ed esplicative con i cittadini. Sarebbe stata una preziosa opportunità per far capire chi, come e per cosa pagano».

Intanto la Consulta Popolare per il san Camillo sulla propria pagina Facebook segnala che «sono in arrivo le cartelle di pagamento della famigerata tassa di scolo per le acque meteoriche sugli immobili, a cura del Consorzio di Bonifica in base al nuovo Piano di classifica. Non se ne può più di questo ignobile balzello - aggiunge Manrico Mezzogori -. A breve un intervento su una delle vessazioni più gravi, in danno ad oltre 12mila utenti del nostro territorio».

Sull’annosa vicenda il sindaco Fabbri sottolinea come «lo stesso Piano è stato presentato su richiesta dei consiglieri comunali soltanto a luglio, dopo aver appreso della sua adozione. Successivamente abbiamo trasmesso una decina di osservazioni tecniche, tutte respinte. Ed è per questo che abbiamo deciso di presentare il ricorso», al tribunale amministrativo regionale. Per Fabbri sarebbe stato indispensabile un confronto con la popolazione, per spiegare le modalità di gestione della rete dei canali e gli aspetti legati alla sicurezza idraulica, per prevenire eventuali allagamenti.

Sulla pagina Facebook “At sia ad Maganavaca se…” la polemica si infiamma e mentre Fabrizio Mazzanti chiede agli altri da dove arrivi la nuova tassa, c’è chi, come Gianluca Mari, gli risponde che «dobbiamo rifiutarci e non pagare. Se lo facciamo tutti, forse annullano queste cartelle vergognose», mentre altri, come Roberto Menghi, specificano che «prima Porto Garibaldi era esclusa. Ora si deve pagare».

Anche il sindaco rilevando la medesima anomalia, poiché la tassa di scolo è sempre stata applicata dal Consorzio di bonifica a macchia di leopardo sul territorio, tiene a precisare che «quello che contestiamo è il metodo di calcolo, con cui si provvede all’assoggettabilità e alla quantificazione del tributo». Per il Comune permane la perplessità circa l’estensione di un tributo a utenti prima non assoggettati al pagamento «in controtendenza rispetto al principio sancito dal governo - conclude Fabbri - in sede di legge di stabilità, che afferma che per il 2016 non ci sarebbero dovute essere nuove tasse».

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