«Prima di morire date in eredità anche agli animali»
Al convegno della Lav i consigli del notaio per chi vuole destinare soldi o immobili a beneficio del gatto e del cane
“Puoi amarli una vita o amarli per sempre”: lo slogan ideato dalla Lav (Lega antivivisezione) si rivolge a chi, in caso della propria morte, voglia lasciare in eredità attraverso un testamento, una somma di denaro o anche un bene immobile come una casa ai propri animali. Molto spesso la cronaca riporta casi in cui un gatto, un cane o un altro animale diventano alla scomparsa del proprio padrone, eredi universali di un patrimonio consistente che permetterà loro di vivere senza problemi amorevolmente accuditi da chi si prenderà cura di loro. Ma individuare questo “chi“ non è semplice a meno che il proprietario dell'animale non predisponga le cose in regola prima di morire. La procedura, i consigli e le risposte alle domande di molte persone intervenute ieri al convegno promosso dalla Lav di Roma presso l'Hotel Orologio; a dare informazioni è stato il notaio Mauro Mestieri, che svolge la sua attività fra Ferrara e Bondeno.
Dopo una ricca introduzione all'argomento da parte di Roberto Bennati, vice presidente Lav, che ha illustrato attraverso un video in che cosa cosa in concreto l’associazione animalista è impegnata, anche attraverso le donazioni che riceve, la parola è passata al notaio che ha spiegato nei dettagli come si deve procedere .
«Si possono fare donazioni mentre si è in vita - ha schematizzato Mestieri - oppure si può lasciare un testamento che può essere “olografo”, cioè scritto di proprio pugno su un foglio di carta comune con data mese e anno e firma, oppure un testamento “pubblico” davanti al notaio. Nel primo caso la spesa è minima e vale anche se si hanno figli o parenti che se impugnano il testamento hanno diritto a una quota legittima prevista dalla legge ma rimane sempre un minimo del 25% del patrimonio a favore di chi è beneficiario del lascito. Nel secondo caso invece, quando è il notaio redigere con il cliente il testamento, è obbligatorio registrarlo all'Archivio notarile e quindi non vi saranno mai difficoltà ad applicarlo anche in caso di decesso del notaio».
Precisando poi che vi sono tanti casi personali che solo un notaio è in grado di analizzare per applicare e far rispettare le nostre ultime volontà, Mestieri ha chiarito alcune situazioni soprattutto stimolato dalle domande dei presenti. Fra i quesiti posti anche quello se si può fare testamento a favore della stessa Lav o di un'altra qualsiasi associazione animalista, un gattile o canile locale o più associazioni. La risposta è stata affermativa con l’aggiunta di un consiglio: quello di individuare un solo erede e di indicare uno o più beneficiari ai quali l'unico destinatario provvederà ad elargire il danaro o il ricavato dalla vendita di immobili evitando che siano coinvolti più notai e avvocati. Il notaio Maestri ha dato comunque la propria disponibilità per chiarire ogni dubbio mentre la Lav ha distribuito ai presenti una preziosa guida sul lascito testamentario.
Margherita Goberti
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