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Trivelle, 406 sezioni aperte fino alle 23

Trivelle, 406 sezioni aperte fino alle 23

All’Ufficio elettorale di via Beretta ritirati 209 duplicati di tessere. Votano all’estero 15 studenti Erasmus, no ai fuori sede

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C’è stato un discreto via vai all’Ufficio elettorale del Comune, nei giorni scorsi, e il telefono in certe occasioni è diventato addirittura rovente per le chiamate di chi chiedeva informazioni. Lo raccontano con una punta di stupore gli addetti di via Beretta, vista la scarsa partecipazione alla campagna referendaria che conduce al voto di oggi sulle trivelle in mare (7-23 apertura urne, subito dopo il conteggio fondamentale sul quorum): l’interesse soprattutto da parte dei giovani sembra essere maggiore di quanto ipotizzato. Una prima spia dell’attesa di una consultazione elettorale è tradizionalmente rappresentata dalle richieste di duplicati delle tessere elettorali, e le 209 persone che si sono presentate a ritirarli, anche documenti che giacevano da tempo in ufficio, sono un numero considerato non irrisorio. Sono arrivate poi numerose telefonate da parte di studenti fuori sede di Unife, soprattutto pugliesi, siciliani e calabresi, che chiedevano informazioni sulla possibilità di votare in città; stessa cosa, ma a rovescio, da parte di studenti ferraresi da Torino, Milano e Roma. «Questa possibilità non c’è - hanno risposto invariabilmente gli addetti - È stato invece introdotto per la prima volta il voto per i residenti temporaneamente all’estero (tipicamente gli studenti dell’Erasmus, ma anche lavoratori) che non sono iscritti nei registri dell’Aire. Bisognava in questo caso presentare domanda almeno 30 giorni prima della consultazione, e 15 ferraresi l’hanno fatto». L’Ufficio elettorale resterà aperto anche oggi fino alla chiusura delle urne, in caso di ritiri dell’ultima ora del certificato elettorale.

C’è poi una curiosità: una neo cittadina italiana e ferrarese ha chiesto e ottenuto di poter votare anche se non era ancora iscritta alle liste elettorali. Si tratta di una donna di origine rumena, diventata italiana per matrimonio il 17 marzo, e per la quale giovedì si è riunita la Commissione circondariale presieduta dal viceprefetto, che ha appunto prodotto quest’unica attestazione di voto. Un caso piuttosto raro non solo per Palazzo Municipale.

Ieri si sono insediati i seggi e non si sono registrati problemi particolari: i 406 presidenti erano tutti sul pezzo e il turn over degli scrutatori, a quanto risultava ieri alla Prefettura, è stato contenuto entro limiti fisiologici. Bisogna dire che il compenso per chi sta ai seggi in questa tornata è piuttosto misero, dato anche l’impegno contenuto in una sola giornata e la relativa semplicità dello spoglio: un presidente di seggio ordinario prende 130 euro, scrutatori e segretari 104, mentre negli speciali siamo a 79 e 53 euro. (s.c.)

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