Carife, la parola al Tar del Lazio
Oggi l’esame dei ricorsi contro Salvabanche e legge sul bail-in presentati da Fondazione e Codacons
FERRARA. Oggi il Tar del Lazio discute i due distinti ricorsi presentati dalla Fondazione Carife e dal Codacons contro il decreto Salvabanche e il provvedimento legislativo che ha adottato il bail-in. Finalmente si entra nel merito delle questioni sollevate, con delle differenze però. Mentre il ricorso di Codacons riguarda tutte le quattro banche (Banca Etruria, Banca Marche, CariChieti e Carife), quello della Fondazione è specifico su Carife: il presupposto è che Carife non doveva subire un trattamento analogo a quello delle altre banche, visto che una soluzione era stata trovata con il benestare di Bankitalia e del Ministero dell’Economia e votata il 30 luglio 2015 dall’assemblea dei soci.
A quell’epoca non c’era solo l’ingresso del Fitd , che doveva assumere il controllo di Carife sottoscrivendo l’aumento doi capitale di 300 milioni, c’era anche l’interessamento del fondo di investimento estero Ares che era disposto a subentrare per la metà (150 milioni) ed era interessato ad acquisire i crediti deteriorati di Commercio e Finanza.
Per la Fondazione inoltre l’azzeramento dei valori azionari determinato dal Salvabanche si configura come un esproprio vero e proprio: ma non si è mai visto un esproprio senza un minimo di risarcimento. Tuitte le strade vengono battute, dall’annullamento del Salvabanche al rinvio alla Corte Costituzionale del dlg che ha adottato il bail-in e che ha fatto da battistrada al Salvabanche.
A questo proposito il Codaconso specifica che il suo principale obiettivo è quello «di portare la legge sul bail-in in Corte Costituzionale e ottenerne l’annulamento, così da consentire ai risparmiatori danneggiati di tornare in possesso dei soldi investiti in obbligazioni subordinate». «Tra i vari profili di illegittimità dei provvedimento impugnati - spiega l’associazione - emerge anche un evidente conflitto di interesse» tra le banche vigilate e il vigilante, cioè Bankitalia, in quanto Carife, Banca Marche e CariChieti detengono quote di capitale di Bankitalia . Da oggi la parola passa e ai legali e ai giudici del Tar del Lazio.
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