Fiamme e vernice legate da un filo
Atti vandalici a Palazzo Paradiso, le indagini non escludono una origine comune. Già pulito l’ingresso intaccato dal fuoco
Oggi l’ingresso principale della Biblioteca Ariostea sarà regolarmente aperto. La pulizia straordinaria compiuta su portone, marciapiede e atrio di Palazzo Paradiso sabato pomeriggio consentirà di restituire al pubblico fin da questa mattina l’accesso da via Scienze che era stato chiuso l’altro ieri (si poteva entrare da via Giuoco del Pallone) dopo che una persona incappucciata, poi fuggita in bici, nella notte fra venerdì e sabato aveva appiccato il fuoco spargendo liquido infiammabile. L’incendio è sicuramente doloso perché la persona che ha versato sul portone il combustibile (benzina, secondo alcune delle persone intervenute immediatamente per spegnere le fiamme) è stata notata mentre spingeva della carta sotto il manufatto di legno e mentre dava fuoco alla miccia (una bottiglia con uno straccio all’interno imbevuto di liquido infiammabile).
Sul fronte delle indagini, dopo la doppia denuncia presentata dal direttore della Biblioteca Ariostea, Enrico Spinelli, i carabinieri stanno cercando di stabilire se esiste un collegamento fra il primo episodio di imbrattamento, anche questo segnalato agli inquirenti, e il tentativo di bruciare il portone del palazzo storico. Si parte proprio dalla denuncia a carico di un giovane che ha partecipato per circa un anno a un’iniziativa promossa da un Ufficio del Comune e legata alla biblioteca di via Scienze. Persona alla quale sono stati contestati tre reati: violenza privata, danneggiamento e minacce. Una delle piste su cui hanno puntato l’attenzione gli investigatori potrebbe portare all’autore dell’atto incendiario avvenuto poche ore dopo che il giovane con la vernice azzurra aveva lordato davanti a testimoni un muro interno del palazzo, un angolo dell’atrio e schermi di monitor (era stata sparsa a terra anche della spazzatura). A legare il primo al secondo fatto (l’incendio) potrebbe essere stato l’astio mostrato dal giovane contro la direzione della biblioteca: mercoledì scorso, ancora prima di sporcare il palazzo, avrebbe raggiunto gli uffici direttivi senza autorizzazione (il reato è violenza privata). Quel livore potrebbe essere stato ulteriormente alimentato dalla denuncia penale a suo carico per l’imbrattamento. Al momento, però, si tratta solo di un collegamento ipotetico che potrebbe non trovare conferme o essere smentito da riscontri acquisiti nel corso delle indagini.
Resta, al di là dell’inchiesta penale, lo sconcerto della città per il duplice sfregio compiuto ai danni di un palazzo al quale è fortemente legata la storia di Ferrara e che oggi ospita una delle principali istituzioni culturali locali.
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