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Bondeno - La protesta della polizia municipale

Il caso degli agenti torna in giunta

Il caso degli agenti torna in giunta

Nodo del contendere il pagamento dei festivi infrasettimanali

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BONDENO. A seguito della vertenza apertasi nelle scorse settimane, tra le rappresentanze sindacali degli agenti della polizia municipale dell’Alto Ferrarese e il Comune di Bondeno, le parti si sono ritrovate - come era stato anticipato - davanti al prefetto di Ferrara. L’incontro ha sortito un sostanziale “nulla di fatto”, rinviando ogni decisione sulla vertenza a dopo il 30 aprile. Gli agenti, come noto, hanno intrapreso la via della richiesta “di raffreddamento” della vertenza davanti al prefetto, dopo che il Comune – a loro giudizio – non aveva riconosciuto un giusto corrispettivo degli emolumenti e del riposo compensativo, a fronte dei tanti servizi nei giorni festivi che cadono nel corso della settimana, durante l’anno (come il 6 gennaio o il 25 aprile, per fare alcuni esempi). Il Comune, da parte sua, si era difeso attraverso un pronunciamento di Aran, che considera le giornate lavorative in questione come tipiche di una qualsiasi turnazione lavorativa; per altro con diverse situazioni, nel Paese, di confitto tra Aran e i sostenitori del contratto nazionale di categoria, finite davanti ai giudici. Anche perché un eventuale riconoscimento di tali spettanze, in presenza di un pronunciamento di Aran, poteva prefigurare un “danno erariale” a carico del Comune, secondo l’assessore matildeo, Emanuele Cestari. Nell’incontro svoltosi in prefettura, erano presenti anche il comandante del Corpo intercomunale di polizia municipale, Stefano Ansaloni, il vicesindaco di Bondeno, Simone Saletti, ed i sindacati Cgil Fp e Diccap Sulpm. «Dopo un’ampia discussione, in cui sono stati toccati i temi della stessa sicurezza e le condizioni di lavoro degli agenti – si apprende da una nota congiunta delle forze sindacali – il vicesindaco Saletti, non potendo fornire precise indicazioni, ha comunque espresso disponibilità. Promettendo di portare in giunta i temi trattati, per un riesame». Alla luce di questo, la procedura di conciliazione da parte del prefetto è stata sospesa fino alla data del 30 aprile, entro la quale verrà resa nota la decisione della parte pubblica. «L’atto di conciliazione risulta così rimandato, ed ogni decisione sospesa». (mi.pe.)

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