La medicina delle differenze
Il genere e la salute: uomini e donne si ammalano in modo diverso
È stata presentata nell'aula Leoniceno presso la Cittadella S. Rocco, la proposta di legge per l'applicazione e diffusione della medicina di genere, che ha tra i firmatari la deputata Pd ferrarese Paola Boldrini, presente all'incontro.
«La legge è stata depositata in febbraio alla Camera dei Deputati e deve compiere l'iter parlamentare - spiega la deputata - Ci tenevo particolarmente a presentarla qui a Ferrara, come segno tangibile di quello di cui mi occupo. Questo è il primo documento importante, che dovrà tracciare un sentiero da percorrere». Anche la psicologa Fulvia Signani ha collaborato con l'onorevole Boldrini alla stesura della legge, che introduce il tema della medicina orientata.
Il direttore sanitario dell'Asl, Mauro Marabini, riprende nel suo intervento la necessità di di avere una medicina di genere, perché «é il genere a determinare la salute. Il nostro modello per la Regione Emilia Romagna ha avuto un seguito di adesioni che ci ha portato ad attivare corsi di formazione, workshop, e ad avere un ospedale orientato, come quello di Argenta. Anche l'Università di Ferrara ha mostrato sensibilità su questo tema, ma questo significa cambiare il sistema di formazione, perché se bisogna insegnare cose nuove bisogna farlo rinnovando la didattica», conclude Marabini. A riportare esempi di come alcune patologie siano esclusivamente femminili, è il professor Michele Rubbini, che in qualità di chirurgo del colon e del retto precisa che «la disfunzione del perineo è dovuta proprio al fatto di essere donna. È una patologia che non conosce nazionalità, e che spesso è conseguenza di parti avvenuti in condizioni impensabili o a pratiche di varia natura. Dagli studi emerge una storia comune: tante donne delle nostra zone di una certa età subito dopo aver partorito tornavano a lavorare nei campi. L'Università è interessata a questi temi, ed è ipotizzabile che possa esserci attenzione a sviluppare un centro studi su questo».
Chi manifesta da sempre un interesse per la scienza di nicchia è il professor Roberto Manfredini, promotore degli studi sulla cronobiologia, adesso al centro di molti interessi.
«Da alcuni anni con un piccolo gruppo abbiamo iniziato gli studi sulla malattia Tako-Tsubo, nota come infarto delle donne, di decorso benigno, più pericoloso per gli uomini - ricorda - Il mio auspicio è che con una piccola pistola (ma con i cannoni dei genetisti) si possano ricavare dati e creare basi concrete su cui lavorare». (v.c.)
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