Legalità e solidarietà entrano a scuola
Gli alunni incontrano le forze dell’ordine. Venerdì visita al carcere della Dozza
CENTO. Parlando di legalità, prevenzione alla delinquenza giovanile e solidarietà, mattinata intensa alla scuola secondaria Il Guercino. L’occasione è nata con il progetto “Solidarietà e legalità – Gli alunni incontrano i detenuti della casa circondariale della Dozza”. Gli obiettivi: far conoscere ai ragazzi la realtà detentiva, comprendere la possibilità di recupero dei detenuti, prevenire tossicodipendenza e delinquenza giovanile, conoscere la legge, educare alla solidarietà e comprendere il perdono.
Un progetto ambizioso, proposto dalla professoressa Emanuela Tarantini e accolto dalla dirigente scolastica dell'Ic1 di Cento, Anna Tassinari. Davanti a un pubblico attento, sono intervenuti il vicecommissario Nicola Ciarlitto, l'ispettore capo Antonino Molinaro, i comandanti a Cento dei carabinieri (il capitano Eliseo Mattia Virgillo), della guardia di finanza (maresciallo aiutante Maurizio Verdini) e della polizia municipale (Fabrizio Balderi) e il cappellano della casa circondariale frate Giuseppe (Abbazia Monteveglio). Il vice commissario Ciarlitto ha presentato la storia del Corpo di polizia penitenziaria per arrivare ai «giovani che arrivano in carcere,spesso perché nelle loro vite si è interrotto l’importante dialogo con famiglia e istituzioni. Decisivo il ruolo della prevenzione e dell’informazione per non cadere nelle lusinghe e insidie delle droghe».
Il capitano Virgillo ha paragonato la cultura della legalità al rispetto di se stessi e degli altri, ed evidenziato il ruolo fondamentale svolto dalla scuola nella diffusione della legalità: «Accompagna all’analisi critica, al discernimento tra bene e male e alla capacità di scelta». Quindi l’ispettore capo Molinaro ha spiegato ai ragazzi la vita in carcere, la giornata tipo, tempi per studiare e lavorare. Presenti anche il maestro di rugby che ha creato in carcere, la possibilità di praticare sport, strumento di recupero, e un’infermiera del Sert che ha parlato degli effetti di droghe e dipendenza. Dal comandante Baldieri e dall’ispettore Perrone, un messaggio di legalità che parte dalla consapevolezza e dal rispetto e una riflessione sull'uso improprio di social e smartphone che avviano le nuove generazione su terreni scivolosi verso l’illegalità. Fra’ Giuseppe, cappellano del carcere, ha parlato poi di «perdono, solidarietà, recupero». Storie di vita e momenti di commozione.
Protagonisti, sempre gli alunni della scuola secondaria, che hanno portato piccoli regali costruiti con le loro mani: una cella sorretta da una mongolfiera, un albero di speranza, una scatola chiusa che racchiude un cuore, messaggi di speranza. E il maresciallo Verdini ha confermato l’importanza di un’azione univoca tra tante forze istituzionali nell’aiutare i giovani ad acquisire consapevolezza e strumenti necessari per sviluppare senso critico.
Il filo con la casa circondariale di Dozza continuerà, venerdì 22 aprile, con la visita degli studenti al carcere. (b.b.)
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