«Tasse consortili, non è una stangata»
Dalle Vacche (Consorzio): +2,5% d’incassi per compensare le imposte comunali, contribuzione rivoluzionata ma più equa
FERRARA. La protesta contro la nuova tassa di bonifica è stata già trasferita alle carte bollate, in specifico al Tar, dal Comune di Comacchio, e dilaga senza argini sul web. «A Reno mi hanno aumentato del 120% la tassa», «noi di Filo siamo passati da 75 a 270 euro», «prima a Porto Garibaldi era esclusa. Ora si deve pagare» e via di questo passo, da tutti gli angoli della provincia. Nella sede del Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara, dove le nuove cartelle sono state predisposte, la prima linea di “difesa” dalla marea montante delle proteste è una riga secca del bilancio 2016 dell’ente: lì si legge che gli introiti da tributi saranno di 33,2 milioni di euro contro i 32,4 dell’anno scorso, un incremento di appena il 2,5% che non dovrebbe nemmeno essere avvertito dai cittadini. «Infatti questo aumento è “spalmato” nella stessa misura su tutti i contribuenti e serve a compensare l’imposizione di 1,3 milioni di tasse sui nostri impianti da parte dei Comuni - sottolinea Franco Dalle Vacche, presidente del Consorzio - Il complesso degli introiti, per il resto, rimane invariato nell’ambito del profondo riordino della contribuzione, imposto dalla Regione sulla base del principio dell’equità».
Il riordino è fotografato dal nuovo Piano di classifica, lo strumento che determina la base imponibile, che prende il posto di quello messo a punto 25 anni fa, quando gli enti in provincia di Ferrara erano ancora tre. «Da allora sono cambiate tante cose, che dovevano essere registrate dal Piano, ma le modifiche più importanti sono contenute nelle linee guida della Regione - è sempre Dalle Vacche a parlare - Serviva più dettaglio, si è passati dal calcolo della tassa in base alla superficie al reddito catastale dell’immobile, visto che il Consorzio fornisce un servizio (tiene all’asciutto il territorio, ndr) quantificabile anche in rapporto al valore del bene che preserva; vengono poi soppresse le differenziazioni tra utenze agricole e urbane». Bisogna inoltre considerare che il consorzio unico “spalma” su tutti i contribuenti le spese di funzionamento degli impianti, mentre «i cittadini dell’Alto Ferrarese, ad esempio, in precedenza non concorrevano alla bolletta elettrica degli impianti a monte» fa notare il presidente.
Il risultato dell’applicazione di questi principi è una vera e propria rivoluzione nelle contribuzioni, il cui peso viene spostato anche in maniera molto significativa tra territori, città-campagna, singoli contribuenti (chi ha la casa più in alto paga di meno). In certi casi, fanno presente al Consorzio, «il lamentato aumento non è reale, in quanto l’agricoltore che possiede terreni nei territori dei tre ex consorzi si vede arrivare una sola cartella con un importo molto alto perché comprensivo dell’intera contribuzione». Ed è chiaro che alza la voce chi ha subìto rincari, non chi è stato beneficiato dai nuovi conteggi.
Poca informazione e scarsa concertazione? Nell’avviso di pagamento Sorit c’è in effetti un riferimento al nuovo Piano di classifica, ma è probabile che la maggioranza dei contribuenti non sappia perché paga molto di più. «Stiamo comunque registrando tutte le segnalazioni e presto faremo le valutazioni conseguenti» conclude Dalle Vacche.
Stefano Ciervo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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