Berco, l’azienda solleva il problema assenteismo
Copparo, il dato emerso nelle assemblee svolte ieri sulla situazione in fabbrica Le assenze salite al 6,5% e concentrate per l’85% il lunedì e il venerdì
COPPARO. Alle assemblee della Berco svolte ieri i temi all'ordine del giorno sono stati la difficile situazione produttiva e organizzativa, il ricorso improprio per i sindacati della cassa integrazione, il contratto aziendale e nazionale dei metalmeccanici strettamente intrecciati tra di loro: con la ritrovata posizione unitaria di Fiom, Fim, Uilm nelle Rsu. Confermato lo sciopero di otto ore complessive proclamato per giovedì 20 aprile: quattro ore per i nodi interni aperti (dopo il recente faccia a faccia tra le controparti) e altrettante sulla vertenza nazionale. Su tutto pesa un mercato internazionale tornato in acque agitate: infatti il quadro generale delle vendite delle aziende del settore undercarrage prevede un calo nel mondo del 33%, nel biennio 2016/17 rispetto al 2015: «Si è consapevoli della crisi. ma-ha spiegato in assemblea il segretario della Fiom Samuele Lodi-si conferma lo sciopero di giovedì con il presidio sindacale unitario di fronte alla sede di Unindustria a Ferrara.
Dalla Berco (alla quale inviamo una nuova lettera) arrivano segnali inquietanti, su permessi e assenteismo: che sarebbe cresciuto al 6.5%. E al 7,5% in officina (era il 3,7% nel 2015): per Berco sono concentrati per l'85% il lunedì e il venerdì. Poi c'è il tema del montante complessivo, per molti milioni di euro-ha aggiunto- ma chi è interessato, la maggioranza dei lavoratori o solo una parte? La proposta Berco è dare un terzo di pregresso subito: il resto sempre sui meccanismi di ferie e permessi. In cambio, promette di non mettere ancora mano alla cassa integrazione. Su cio' dobbiamo riflettere tra noi per una sintesi comune. A decidere sono i lavoratori».
Si è parlato di sanità, previdenza complementare, diritto soggettivo dei lavoratori su formazione, salario. Paolo Dalan, segretario Uilm, «Spiace che agli ultimi incontri ci fossero solo i dirigenti aziendali e non l'ad Sven Arend». Concetti analoghi unitari espressi anche da Sandra Rizzo, segretaria della Fim. Infine battute polemiche con l'Ugl, intervenuta con Michele Lovisari: «Siamo ancora nelle Rsu. Ma non condividiamo lo sciopero della 'triplice' confederale. Alcune cose noi le dicevamo già nel 2013: si pretende rispetto, al tavolo delle trattative ci siamo ancora. Ci volevate escludere». Hanno risposto Samuele Lodi e Stefano Bondi (Rsu Fiom): «Ognuno può cambiare sindacato, (con riferimento a ex Ugl passati in Fismic, ndr) ma ci vogliono chiarezza e trasparenza: non si vuole escludere nessuno».
Franco Corli
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