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ricerca nomisma allontana nuovi aggiornamenti delle rendite

Immobili, Catasto ‘quasi’ allineato ai prezzi di mercato

La rivoluzione del Catasto, con aggiornamenti dei valori degli immobili che si traducono immediatamente in aumento dell’imposizione, non dovrebbe toccare più di tanto gli abitanti di Ferrara. La...

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La rivoluzione del Catasto, con aggiornamenti dei valori degli immobili che si traducono immediatamente in aumento dell’imposizione, non dovrebbe toccare più di tanto gli abitanti di Ferrara. La forbice tra valori medi catastali e prezzi di mercato, pur rilevante, è infatti tra le più contenute a livello nazionale. Lo testimonia la classifica elaborata dal Sole 24 Ore su dati di statistiche fiscali e Nomisma, che mette appunto in fila i capoluoghi italiani sulla base del divario tra questi due valori: Ferrara occupa l’86esimo posto, a pari con Lecce, partendo dalle città con le differenze maggiori, e mostra una differenza “appena” del 57%. Per la tipologia immobiliare presa in considerazione dallo studio, il valore catastale è stato infatti calcolato in 111.649 euro, contro un prezzo medio di mercato stimato in 174.780 euro. In testa alla graduatoria c’è Pistoia dove il divario è addirittura del 267%, sul podio ci sono anche Pesaro e Messina, sempre con forbici superiori di due volte e mezzo. Il capoluogo dove i valori catastali degli immobili si avvicinano di più ai prezzi di mercato è Pordenone, con uno scarto del 15%.

Il motivo della posizione di Ferrara è la riforma dei valori catastali varata già nel 2009, applicando subito la possibilità offerta da una legislazione ad hoc che solo poche città attivarono. Le modifiche riguardarono la sola microzona centro storico, all’interno delle mura, dove i valori catastali apparivano molto sottostimati rispetto alle altre microzone, oltre che ai valori di mercato: la revisione toccò 26.798 unità immobiliari (contro le 73.155 di Lecce ad esempio), producendo un aumento di rendita pari a 5.385.546 euro. Il tutto produsse aumenti dell’imposta sulla casa anche del 400%, innescando un enorme mole di contenzioso. È chiaro che oggi la situazione è molto cambiata per via dell’abolizione dell’imposta sulla prima casa, che ha raffreddato l’interesse dei Comuni alla rivalutazione dei valori catastali, e alla gelata sulle compravendite immobiliari che dura dal 2007. Proprio ieri un report di Tecnocasa sui tempi di vendita degli immobili collocava Ferrara tra le città dov’è meno fluido il mercato, con 216 giorni di attesa media contro i 180 a livello nazionale, e questa condizione incide sui prezzi finali.

In ogni caso il quadro che emerge dall’indagine Nomisma allontana ipotesi di nuove ri-classazioni a Ferrara.

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