«La conca non funziona escursioni annullate»
I titolari della Nena (navigazione fluviale): a Pontelagoscuro bloccati due volte Nel mirino anche l’investimento sull’idrovia: troppi gli ostacoli invalicabili
«Per il secondo weekend di fila la conca di navigazione di Pontelagoscuro, manufatto che permette il transito di imbarcazioni tra Ferrara e il fiume Po, è rimasta chiusa a causa di un guasto che l'ente gestore non è riuscito ancora a riparare». E’ l’inizio sconsolato della lettera inviata alla “Nuova” dai dirigenti della Nena sas, società che gestisce un servizio di trasporto turistico fluviale e che a causa del difettoso funzionamento della “porta” d’acqua che collega il Po grande con il canale Boicelli e il Po di Volano recentemente è stata costretta a tagliare alcune escursioni. «Una gravissima situazione che ci sta arrecando un grave danno sia economico che di immagine – scrive il titolare della società, Georg Sobbe – L'impasse ci ha costretto a cambiare all’ultimo i programmi accettando di conseguenza numerose cancellazioni di prenotazioni». Lo «sconcerto» deriva anche da una coincidenza di tempi: tutto questo capita – scrive Sobbe - nel periodo «di maggiore movimento turistico per il nostro settore» e si pone «in serio contrasto con qualsiasi tentativo politico, economico e culturale di promuovere la navigazione fluviale a Ferrara». Le disavventure “ferraresi” segnalate da Nena sas e dall’associazione “Fiumana”, fondata dallo stesso Sobbe e da Antonella Antonellini, hanno dei precedenti. «La conca di navigazione ci mette in difficoltà almeno 2-3 volte l’anno», ricorda Sobbe. Il 10 aprile scorso, scrivono Sobbe e Antonellini, «avevamo in programma un’escursione con il battello Lupo da Ferrara fino a Crespino (Ro) e ritorno. Ma portare sul Po grande il battello significava passare attraverso la conca, cosa che avremmo voluto fare il giorno prima per trovarci già sul posto, a Pontelagoscuro». Appuntamento, quindi, alle ore 10 all’imbocco della vasca di transito «ma l’addetto all’apertura della conca dopo quasi un’ora ha dovuto rinunciare all’impresa constatando un guasto all’impianto». A manovrarlo non è più l’agenzia responsabile della navigazione che comunque ha informato Sobbe che «sarebbe stato necessario un sopralluogo e un intervento di una ditta all’inizio della settimana successiva, perché il manutentore non invia il personale nei giorni di festa». Programma cancellato con «più di quaranta prenotazioni per la gita a Crespino» volatilizzate, come pure l’aperitivo che avrebbe dovuto svolgersi sulla stessa barca. A questo imprevisto si è aggiunto il secondo stop, domenica scorsa, ultimi due di una lunga serie di disguidi e disagi che rendono quella che dovrebbe diventare l’idrovia di Ferrara un percorso ad ostacoli “invalicabili”. Dalla conca di Valle Lepri, «chiusa dopo un grave infortunio sul lavoro avvenuto tre anni fa», rammenta Sobbe, al Ponte San Pietro, a Comacchio, «che non può essere aperto abitualmente per permettere i passaggi delle navi», ai lavori «per il ripristino del sostegno della conca di Valpagliaro, fatto che influisce molto negativamente sulle quote di acqua e sui fondali di tutto il primo tronco del Po di Volano», alle zone del canale Boicelli «che si stanno insabbiando», al Po di Primaro «rimasto “navigabile” per piccole imbarcazioni soprattutto grazie al lavoro di alcuni volontari della nostra associazione», agli «interventi spot sull’idrovia mentre il fiume Po, tra Stellata a Gorino, è abbandonato a se stesso».
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