La scheda bianca di Bratti: «Il buono e il cattivo del voto»
Nelle 406 urne ferraresi sono piovute anche 717 schede bianche e 691 nulle. Il totale fa 1.508 che corrisponde all’1,5% dei votanti. Bianche e nulle sono da sempre il sintomo di un disagio che di...
Nelle 406 urne ferraresi sono piovute anche 717 schede bianche e 691 nulle. Il totale fa 1.508 che corrisponde all’1,5% dei votanti. Bianche e nulle sono da sempre il sintomo di un disagio che di solito si va a cercare nel comune cittadino, ma può riguardare anche un politico navigato come il deputato Alessandro Bratti, esponente degli Ecodem, presidente della Bicamerale sulle Ecomafie, ex assessore comunale all’ambiente.
Lei è andato a votare, perché?
Ci vado sempre, mi hanno insegnato così.
E come ha votato?
Ho votato scheda bianca.
Perché questa scelta insolita per una persona impegnata in prima persona?
Era un referendum che non era il caso di fare, attorno al quale si è sviluppato un dibattito assurdo.
Che aveva di sbagliato il referendum?
Un quesito molto tecnico e inutile rispetto alla politica energetica. Se si dovesse votare per ogni estensione di autorizzazione a un impianto industriale andremmo a votare ogni tre ore.
Come si poteva evitare?
I referendum sul tema dovevano essere sei, il governo ne ha disinnescati cinque, avrebbe dovuto e potuto evitare anche il sesto, così finiva lì. Invece è rimasto in piedi e si è riempito di significati sbagliati, il dibattito, se possiamo chiamarlo così, ha preso una piega che non mi interessava.
Per significati sbagliati intende “dare un segnale al governo”?
Esattamente. Dire di andare votare per “dare un segnale” è il peggior segnale che un politico o un partito può dare. Quando voto per il sindaco voto per la mia città non per il governo dell’Italia. Quando voto un referendum mi esprimo su una questione precisa non per dare un segnale a favore o contro il governo, questa dovrebbe essere la regola.
Ma anche dal Pd qualcuno voleva mandare segnali al governo.
Sì, ho visto improvvisarsi paladini dell’ambiente persone che mai se ne sono occupate.
Quindici milioni di votanti sono tanti o pochi?
Non sono pochi, il risultato va preso in seria considerazione. Bisogna separare il buono dal cattivo.
Dove sta il buono?
Il buono sono i tanti cittadini che hanno votato per avere un sistema energetico diverso. Con questo referendum siamo fuori tema, ma la richiesta è corretta. Ora credo ci si debba impegnare per modificare le linee di una strategia energetica obsoleta e non in linea con le decisioni prese a Parigi sulle politiche del clima.(m.p.)
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