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domani astensione per i metalmeccanici

Stipendi e permessi a rischio: lo sciopero torna unitario

Stipendi e permessi a rischio: lo sciopero torna unitario

L'ultima volta che Fiom, Fim e Uilm hanno scioperato assieme è stato ben 2.960 giorni fa. Anche stavolta, come nel dicembre 2007, c'è di mezzo il rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici....

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L'ultima volta che Fiom, Fim e Uilm hanno scioperato assieme è stato ben 2.960 giorni fa. Anche stavolta, come nel dicembre 2007, c'è di mezzo il rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici. Non sono bastati sei mesi di trattative e tredici incontri per far smuovere Federmeccanica, l'organizzazione padronale del settore, dalle linee d'indirizzo più nette della propria piattaforma; una novità assoluta la presentazione da parte degli industriali di un documento di questo tipo, che i sindacati giudicano inaccettabile. E così sarà di nuovo sciopero, domani per quattro ore, con presidio in via Montebello davanti a Unindustria dalle 14.30 alle 16. «Veniamo da anni di rapporti difficili tra sindacati - dice il segretario della Fiom-Cgil, Samuele Lodi - e partivamo con due piattaforme diverse: noi da una parte, Fim e Uilm dall'altra. Le trattative formalmente non si sono ancora rotte, è in piedi infatti il tavolo tecnico sugli inquadramenti, ma non ci sono date per un prossimo incontro con Federmeccanica. È venuto comunque il momento di dare un segnale di stop a un attacco molto pesante. Anche perché, come ben sappiamo, il contratto dei metalmeccanici - aggiunge Lodi - segna la via anche per il resto del mondo del lavoro». In ballo c'è naturalmente la difesa dei livelli retributivi dei dipendenti: secondo i sindacati, tramite una proposta di parte industriale di salario minimo garantito piuttosto interessata, si rischia che il 95% dei lavoratori della categoria resti senza aumento in busta paga. C'è poi la questione dei permessi retribuiti: sulle 104 ore complessivamente maturate dagli operai nel corso di un anno, le aziende vorrebbero vincolarne 72, denunciano le forze sindacali di Cgil, Cisl e Uil. E anche sui permessi previsti dalla legge 104, quella per l'assistenza ai familiari malati o portatori di handicap, Federmeccanica punta alla stretta e a una programmazione annuale in via preventiva. Sandra Rizzo allarga l'ottica della posta in gioco: «Ciò che vuole Confindustria - spiega la segretaria della Fim-Cisl - è uscire dal contratto nazionale, demandando tutto al salario aziendale: a quel punto rimarrebbe ben poco. Ci siamo presi un attimo di pausa nelle trattative, anche perché in tutto questo tempo Federmeccanica non si è mossa dalle sue posizioni». La Uilm-Uil segnala una cosa: «Siamo a un bivio - sostiene il neosegretario in provincia Paolo Da Lan -, si punta a indebolire e a destrutturare la capacità di rappresentanza sindacale. E se si dice sempre che bisogna sostenere la domanda, non mettendo in campo azioni conseguenti, si può creare un cortocircuito».

Fabio Terminali

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