Faceva prostituire una connazionale
Cinese di 52 anni arrestata nuovamente dai carabinieri Il 27 marzo scorso la donna era incappata nello stesso reato
LIDO NAZIONI. Gli uomini del tenente Andrea Coppi, comandante della compagnia carabinieri di Comacchio, hanno assestato un nuovo colpo agli sfruttatori di giovani che vengono spesso avviate alla prostituzione. Continua in questo modo l’attività di contrasto dei carabinieri della compagnia di Comacchio allo sfruttamento della prostituzione, operazioni che già negli ultimi giorni avevano dato esiti molto importanti. Dopo gli arresti dello scorso mese di marzo, nella serata di lunedì scorso, infatti, a Comacchio, ma con una operazione che si è svolta a Lido delle Nazioni, i carabinieri della stazione di Porto Garibaldi, sempre coordinati dalla compagnia di Comacchio, nel prosieguo dell’attività investigativa, a conclusione di ulteriori ed approfondite indagini, finalizzate al contrasto dello sfruttamento della prostituzione straniera, hanno arrestato nuovamente, per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, una cittadina cinese di 52 anni, residente a Comacchio che ha proseguito nello svolgere l’attività di organizzatrice di incontri che prevedevano, appunto, lo sfruttamento della prostituzione. Nel corso della stessa attività, difatti, i militari hanno denunciato un’altra cittadina cinese di 32 anni, clandestina. La 32enne, sebbene in Italia senza permesso di soggiorno, ha trovato accoglienza presso l’abitazione della connazionale che è stata poi arrestata. Sul suo conto sono in corso ulteriori accertamenti. Al termine delle procedure di legge è stata trasferita presso il carcere bolognese della Dozza. I carabinieri stanno ora effettuando ulteriori accertamenti per capire se la donna abbia potuto godere di complicità, verifiche che si sono estese anche ad altri ambienti della cittadina.
Nella notte, inoltre, i carabinieri del Nucleo Operativo e Radio Mobile, in un diverso intervento, hanno denunciato, per oltraggio e rifiuto di fornire le indicazioni sulla propria identità, un 45enne comacchiese che, senza alcun motivo, al controllo dei carabinieri inveiva contro di loro con frasi oltraggiose e rifiutava di fornire le generalità o di esibire un documento di identità. Sono così iniziate le indagini da parte dei carabinieri. Accompagnato in caserma l’uomo è stato così identificato mediante la procedura del foto-segnalamento e riscontro Afis, cioè delle impronte digitali. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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