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la protesta al carcere dell’arginone

Garante regionale: «Auspico soluzione positiva per tutti»

«Auspico una soluzione positiva e nel pieno rispetto dei diritti di tutti». A dirlo è la Garante regionale dei detenuti, Desi Bruno, intervenendo a proposito della protesta dei sindacati di Polizia...

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«Auspico una soluzione positiva e nel pieno rispetto dei diritti di tutti». A dirlo è la Garante regionale dei detenuti, Desi Bruno, intervenendo a proposito della protesta dei sindacati di Polizia penitenziaria del carcere di Ferrara Osapp e Sappe, che chiedono la rimozione del comandante di reparto attualmente in servizio per via del suo «atteggiamento troppo permissivo nei confronti dei detenuti».

Venerdì Desi Bruno ha incontrato la direzione della struttura, insieme al Garante dei detenuti comunale della città estense Marcello Marighelli, e ha chiesto notizie sull'andamento della protesta. La casa circondariale di Ferrara conta al momento 322 detenuti di cui 126 stranieri: 231 di loro scontano una condanna definitiva. Nei giorni scorsi i due sindacati hanno spiegato, nel corso di una conferenza stampa, le ragioni della loro protesta, motivata principalmente dalle «difficoltà oggettive molto gravi nella gestione dei detenuti, in particolare dopo la sentenza Torreggiani emessa della Corte europea dei diritti dell’uomo contro il sovraffollamento delle carceri italiane che dal 2013 ha consentito la circolazione dei detenuti nel carcere». Secondo gli agenti della polizia penitenziaria «ci vogliono regole più incisive per gestire meglio i detenuti, non si può prescindere dalle regole e dalla sicurezza. Se il problema della sicurezza degli agenti di polizia penitenziaria non viene risolta, chiediamo la sostituzione del comandate del reparto e attueremo altre manifestazioni eclatanti. Negli ultimi periodi sono successi episodi molto gravi da parte dei detenuti verso gli agenti e questo crea l’idea nei carcerati che tutto sia ammesso».

La Garante ritiene che il processo di apertura degli spazi avviato dopo la sentenza Torreggiani e a seguito della circolare sulla umanizzazione della pena sia «un processo irreversibile, sia pure da contemperare con le richieste di tutela del personale che opera in carcere, anche con l'ausilio di idonei strumenti di monitoraggio». L'apertura delle celle, sostiene Bruno, «ha bisogno di essere compresa anche dagli stessi detenuti, chiamati a uno sforzo di maggior responsabilità». Ciò impegna tutti, conclude la figura di Garanzia, «e lo sforzo di questi anni della direzione per incrementare le attività e le possibilità di inserimento, in sinergia con tutti gli operatori penitenziari e con le istituzioni del territorio nonchè con l'attuale magistrato di sorveglianza, è sotto gli occhi di tutti».

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