Indennizzi Carife, il governo aspetta il Tar
Rinviati di una settimana i decreti come successo per le sentenze. E Bankitalia ‘aiuta’ le cause civili
Il Consiglio dei ministri è convocato oggi ma in agenda non c’è il provvedimento sui ristorni per i risparmiatori azzerati di Carife e delle altre tre banche, circostanza che ieri ha scatenato le reazioni sconfortate e rabbiose delle “vittime”. Gli sfoghi continuano così ad esercitarsi unicamente sulle ipotesi sullo schema del decreto, a questo punto in probabile slittamento di un’altra settimana, che vanno continuamente aggiornandosi: l’ultima è che per i rimborsi automatici ci sarà un tetto di 21mila euro di reddito, e un totale investito non superiore a 20mila euro. Tutti gli altri risparmiatori dovranno passare per gli arbitrati nei quali saranno privilegiati, ormai è assodato, chi non ha sottoscritto contratti, ha firmato senza aggiornare il Mifid, ha comprato titoli classificati dalla banca di emissione a rischiosità minore rispetto a prodotti analoghi di altri istituti, vittime di ricatto («compra i bond o non facciamo il mutuo»). Tutte queste categorie di rimborso automatico e riconoscimenti arbitrali privilegiati contengono pochissimi risparmiatori Carife, che quindi, in queste ipotesi, dovrebbero affrontare in pieno l’incertezza dell’arbitrato. Conforta, almeno in parte, l’assicurazione che arriva da più fonti, sulla triplicazione del fondo iniziale di 100 milioni, visto che 300 milioni sarebbero sufficienti a risarcire quasi tutti i bondisti azzerati: bisogna vedere però se questi soldi vanno spesi tutti o se si tratta di una cifra a disposizione.
Balza comunque all’occhio il rinvio di una settimana dei decreti sugli indennizzi in coincidenza con la riserva da parte del Tar del Lazio nei confronti del ricorso Fondazione Carife contro l’azzeramento: forse il governo vuole capire se si aprirà anche un problema sul fronte azionisti.
Ieri, intanto, il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, nel corso di un’audizione in Senato ha annunciato lo sblocco degli ultimi nodi dei bilanci di Nuova Carife, Etruria, Marche e Chieti, ed il conseguente invio degli “information memorandum” ai soggetti che avevano manifestato interesse, una ventina tra banche e fondi. Il problema era rappresentato da 800 milioni di crediti d’imposta che l’Agenzia delle entrate ha “liberato” per le nuove banche, riconoscendo così un legame con i vecchi istituti: se le cose stanno effettivamente così, si apre uno spazio non marginale per le cause di risarcimento da parte degli azzerati. Visco ha anche rettificato il valore delle sofferenze cedute alla bad bank, ora valutate al 22,3%.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
