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Pillola del giorno dopo: «L’obiezione è possibile»

Il bugiardino della pillola del giorno dopo
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Il bugiardino della pillola del giorno dopo

Peruffo, consigliera Fi di Ferrara e farmacista: non venderla è un diritto, no alle liste degli obiettori Afm. Forlani (Federfarma): rispettare la legge. In Comune coinvolte le Pari opportunità

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FERRARA. «Un farmacista ha diritto di rifiutarsi alla commercializzazione dei contraccettivi di emergenza secondo l’interpretazione della Legge 194/78 sull’interruzione di gravidanza». L’affermazione è di Paola Peruffo, consigliera comunale di Forza Italia e vicepresidente della Commissione pari opportunità, ma anche farmacista di professione, ed è destinata a gettare benzina sul fuoco della polemica sull’obiezione di coscienza. Peruffo infatti si riferisce esplicitamente alle due pillole del giorno dopo in circolazione «da qualche mese» nel circuito delle farmacie ferraresi, cioè la Norlevo, da assumere preferibilmente entro ventiquattr’ore dal rapporto e al massimo nel giro di due giorni, e la EllaOne, che va assunta entro i cinque giorni. Si tratta di farmaci che possono essere venduti anche senza ricetta ai maggiorenni, e anche per questo «sempre più considerati dai giovanissimi come un normale contraccettivo e non come soluzioni d’emergenza, trascurando le controindicazioni circa il loro utilizzo» continua la consigliera-farmacista, che sottolinea il dato ormai comune del forte calo di vendite dei contraccettivi, in particolare profilattici. E solleva non poca preoccupazione l’idea, sicuramente errata, che l’Aids sia ormai una patologia poco diffusa e comunque facilmente debellabile.

Ma questa condizione non autorizza «all’indice puntato verso i farmacisti obiettori - dice Peruffo, con riferimento alla richiesta di Irene Baraldi (Pd) di quantificare il fenomeno nell’ambito dell’Afm - Procedere con la lista dei farmacisti che intendono avvalersi di tale diritto non gioverebbe quindi alla libertà di coscienza di ciascuno, senza contare il fatto che le farmacie comunali sono 11, estremamente minoritarie dunque». La consigliera ha quindi chiesto la convocazione della Commissione pari opportunità sul tema «della contraccezione d’emergenza e del diritto all’obiezione di coscienza», nella prospettiva di «creare una corretta informazione verso gli adolescenti e per le scuole». Alla commissione dovrebbero partecipare anche Afm, Federfarma e l’Ufficio scolastico provinciale.

Secondo Paolo Forlani, vicepresidente Federfarma, «noi siamo tenuti a rispettare la legge. Se si presenta una maggiorenne e chiede queste pillole, mi sento in dovere di venderle. Altra questione se il richiedente è palesemente minore e non ha la ricetta medica: mi è capitato di rifiutare in questo caso la vendita, ma anche che dopo qualche minuto entrasse in farmacia un’altra ragazza maggiorenne a richiederla... Quante se ne vendono? Molto meno di una al giorno». (s.c.)

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