«Più controlli sugli alimentari nei mercatini»
Stop alla confusione tra “veri” produttori agricoli abilitati alla vendita dei loro prodotti sul suolo pubblico, e «chi finge di produrre ma prevalentemente effettua attività di vendita, sfruttando...
Stop alla confusione tra “veri” produttori agricoli abilitati alla vendita dei loro prodotti sul suolo pubblico, e «chi finge di produrre ma prevalentemente effettua attività di vendita, sfruttando agevolazioni fiscali che non gli spettano e in questo modo alimentando percorsi in nero». Il Movimento 5 Stelle mirava a questo risultato quando ha presentato, con Alessandro Bazzocchi, una mozione consiliare sul mercato ortofrutticolo ambulante, che è stata approvata l’altra sera dal Consiglio comunale con un solo astenuto. Il documento impegna la giunta a controllare «l’osservanza della legge 228/2001, impegnando gli opertori addetti alla sorveglianza nelle aree mercati alla verifica della congruità delle dichiarazioni preventive relative alla tipologia di prodotti agroalimentari coltivati nei propri fondi agricoli, verificando se i medesimi siano posti in vendita al pubblico in modo prevalente rispetto ad altri prodotti non provenienti da propria produzione». La mozione sottolinea che un certo numero di posteggi nei mercati è riservato ai commercianti alimentari, e un ulteriore 2% è da riservare ai produttori agricoli diretti; questi ultimi, tra l’altro, possono non emettere lo scontrino fiscale, se dichiarano un volume d’affari inferiore a 7mila euro («la stragrande maggioranza di coloro che frequentano i mercati cittadini»). La legge tuttavia impone ai produttori di dichiarare preventivamente all’Agenzia delle entrate la tipologia dei loro prodotti destinati alla vendita per determinare reddito domenicale e agrario.
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