Stalking all’ex compagna, Fiti rinviato a giudizio
Ferrara: imputato per la morte di Tartari, sarà processato il 13 giugno per atti persecutori. Solo una settimana fa la condanna del Giudice di Pace per le minacce alla donna
FERRARA. Appena una settimana fa aveva patteggiato otto mesi per due furti di biciclette, e gli era stata inflitta una multa di 600 euro per minacce alla sua ex fidanzata. Ieri, 19 aprile, Constantin Fiti, imputato in concorso con Patrik Ruszo e Ivan Pajdek per l’omicidio di Pierluigi Tartari, è stato rinviato a giudizio per stalking ai danni della sua ex compagna, la stessa a cui aveva rivolto le minacce costate una condanna davanti al giudice di Pace. Il curriculum di guai giudiziari del ventitreenne rumeno si è arricchito ieri di un altro capitolo. Perché fin dal 2011, secondo l’accusa, aveva sottoposto la donna, oggi di 33 anni, a una continua persecuzione. Tra i due la relazione era durata alcuni mesi finché lei, incinta, aveva deciso di troncare.
Da allora sono passati cinque anni, ma la persecuzione è andata avanti fino a pochi mesi prima del delitto Tartari, interrompendosi solo nei periodi in cui il giovane, conosciuto come ladro di biciclette - si trovava in carcere. Nel frattempo si erano accumulate le denunce: la prima nel 2011, l’ultima nel giugno dell’anno scorso quando Fiti, tornato da poco in libertà, l’aveva seguita fino in piazza Ariostea, pedinandola e fissandola con sguardo minaccioso. Prima c’erano state le telefonate a ogni ora del giorno e della notte, gli insulti, le minacce, gli appostamenti, al punto da costringere la donna ad andare a vivere altrove. Lui in compenso era entrato nella vecchia casa temporaneamente vuota per vendicarsi con danneggiamenti. Delle varie denunce presentate a carabinieri e procura, una - per minacce - è approdata al processo terminato il 12 aprile davanti al Giudice di Pace - e un’altra si è tradotta in un’incriminazione per stalking, giunta ieri all’udienza preliminare.
La vittima, assistita dall’avvocato Saverio Stano, si è costituita parte civile e il processo si aprirà il 13 giugno. Fiti, questa volta, non si è presentato davanti al giudice, ma è rimasto nel carcere di Forlì, dove è detenuto in attesa del processo Tartari. Prima ancora che dall’accusa di stalking, infatti, Constanti Fiti è chiamato a difendersi, il 5 maggio, dall’accusa di omicidio volontario aggravato dalla crudeltà per la morte del pensionato ferrarese, sorpreso da tre malviventi nella sua casa di Aguscello il 9 settembre scorso, rapinato, malmenato e lasciato morire in un casolare.(a.m.)
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