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«I Comuni pronti alla fusione»

«I Comuni pronti alla fusione»

Poltronieri: dal punto di vista amministrativo Mirabello e Sant’Agostino hanno svolto il loro ruolo

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MIRABELLO. «Al di là di quelle che possono essere le valutazioni politiche, dal punto del processo amministrativo i Comuni di Mirabello e Sant’Agostino sono pronti da tempo alla fusione». Angela Poltronieri, sindaco di MIrabello e presidente dell’Unione dei Comuni Alto Ferrarese, è soddisfatta del procedimento in corso: la Regione ha nominato i relatori della legge, gli atti dei due Comuni sono stati fatti, sono in corso gli incontri con i cittadini . E proprio questa sera dalle 21 a Sant’Agostino, nella sala Bonzagni (ingresso dalla biblioteca comunale) è previsto un nuovo incontro pubblico, nel corso del quale - così come avvenuto la settimana scorsa a Dosso - le due amministrazuoni comunali spiegheranno l’intero processo che porterà alla nascita di un solo Comune e i prossimi passaggi che porteranno all’appuntamento. «Gli incontri con i cittadini stanno procedendo bene - rileva il sindaco mirabellese - e le domande che abbiamo ricevuto nel corso degli incontri precedenti, su procedimenti e futuro assetto, testimoniano della partecipazione della gente» . Oltre agli incontri nel territorio santagostinese (oltre quello di questa sera ne è in programma un altro a San Carlo il 4 maggio), altre iniziative pubbliche si terranno anche a Mirabello: la prossima «a metà maggio - spiega Poltronieri - con l’intervento di un referente dell’Anci, l’Associazione nazionale dei Comuni. Anche perchè non va dimenticato che MIrabello e Sant’Agostino sono i due primi comuni dell’area del terremoto del maggio 2012 a chiedere la fusione. E quindi questo procedimento si inserisce anche con quello della ricostruzione». Tra i temi più discussi in questo periodo, dopo la decisione del sindaco di Sant’Agostino di candidarsi alle comunali a Cento, è quanto peserà l’assenza di Toselli dal procedimento della fusione: «Quando a dicembre è stata fatta la delibera per la fusione, eravamo consci che i tempi per la fusione potevano essere anche più stretti di quelli poi decisi dalla Regione ed erano già state programmate le attività dei Comuni». (al.vin)

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