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Carife, i risparmiatori traditi fanno la fila

Carife, i risparmiatori traditi fanno la fila

In 600 da Federconsumatori, appuntamenti fissati a cinque mesi

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FERRARA. Sono ormai 600 tra obbligazionisti junior e azionisti, gli azzerati Carife che si sono rivolti a Federconsumatori per una qualche forma di tutela. «Abbiamo appuntamenti fino a settembre» aggiorna la sua agenda il presidente Roberto Zapparoli. In piazza Verdi ne stanno vedendo passare abbastanza, di risparmiatori mazziati, da poter anticipare una valutazione sull’impatto che avrebbe a Ferrara l’applicazione di criteri di rimborso in fase di ufficializzazione, imperniati sul doppio binario del risarcimento automatico al di sotto una certa soglia di reddito e d’investimento (si parla, rispettivamente, di 21mila e 20mila euro) e l’arbitrato per tutti gli altri, escludendo chi ha comprato dopo l’emissione. «Sono criteri che non ci convincono - dice senza mezzi termini Zapparoli, correggendo in parte il giudizio dato a caldo da Federconsum nazionale - Su queste basi rischiano di essere pochi i rimborsi automatici, mentre tutti gli altri andrebbero ad arbitrato, una procedura per la quale c’è bisogno di un’assistenza legale e di produzione documenti».

La maggioranza degli azzerati visti da Federconsum ha in effetti redditi bassi ma investimenti superiori alla soglia di 20mila euro, anche perché «non pochi hanno ereditato i bond e nel frattempo la loro posizione reddituale è cambiata» ragiona Zapparoli. Tutti o quasi rispettano invece la pre-condizione di aver acquistato i bond prima dell’agosto 2013, quando venne definita la direttiva europea sul bail-in. Per gli arbitrati bisognerà passare sotto la tagliola della Commissione europea, che ha sì dato il via libera ai risarcimenti, ma solo, ha ribadito Margrethe Vestager, per chi «è stato vittima di pratiche di vendita scorrette». È il caso dei ferraresi? «Possiamo dire di aver visto moltissime posizioni di risparmiatori che non avevano ottenuto informazioni corrette e dove c’è documentazione insufficiente - anticipa il presidente Federconsum - Sulla base del rapporto di fiducia con la banca, poi, in tanti hanno firmato un Mifid senza essere pienamente consapevoli di quanto sottoscrivevano». Bisogna ricordare che al momento dell’emissioni di questi titoli, l’obbligo di profilatura del risparmiatore, con il Mifid appunto, nemmeno esisteva.

In una situazione come questa non pochi azzerati avranno la tentazione di andare a caccia della benedizione del Papa, sfruttando l’udienza privata che il comitato Vittime del Salva-banche ha ottenuto per i primi di maggio: «Siamo in contatto con il Comitato, è un’opportunità certamente importante» dice Marco Cappellari (Amici Carife).

Stefano Ciervo

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