«È arrivata l’ora delle riforme coraggiose»
Negli ultimi mesi gli interventi di associazioni e strutture sanitarie con iniziative a tema
L’attenzione riservata alle attività del privato in sanità non è una novità degli ultimi giorni. Periodicamente l’argomento è stato trattato in seminari, conferenze e comunicati stampa, non di rado con un taglio polemico. Tra le iniziative più recenti c’è da ricordare a Ferrara, nel novembre scorso, un convegno dal titolo esplicito, "Pubblico e privato per il futuro della sanità", un intero pomeriggio fitto di interventi e relazioni. «La sanità italiana - aveva spiegato la presidente dell’associazione Attiva Ferrara, Marcella Pacchioli, durante la presentazione dell’iniziativa - va in controtendenza rispetto a quella degli altri paesi europei: la spesa pubblica è più bassa, la popolazione si cura meno, si consumano meno farmaci, anche l'investimento dei privati è inferiore. È chiaro che si impone una riforma coraggiosa che aggredisca il sistema e noi pensiamo a un patto, a un'alleanza tra pubblico e privato capace di percorrere strade innovative e di ridurre gli sprechi». Per restare agganciati a questo filone si può tornare indietro a un paio di giorni fa quando, organizzato dal Centro di Cultura Medica “Costante Degan” presieduto da Franco Pellegrini, uno dei signori della sanità nel Veneto, si è tenuto in città un incontro scientifico sulle nuove frontiere della medicina del dolore e della chirurgia vertebrale. Della terapia del dolore - servizio clinico spesso ignorato dalla sanità pubblica - si parla da anni. Due mesi fa era stato il presidente del Comitato consultivo misto Sant’Anna, Maurizio Camattari, a richiamare l’attenzione sull'assenza nell’ospedale di Cona, il più importante della provincia, di un centro per la gestione del dolore cronico. «Ci sono un ambulatorio anti-dolore all’ospedale del Delta e uno a Cento - aveva detto - Nel distretto Nord e a Ferrara l’ambulatorio manca. Una parte importante della popolazione soffre ma non ha un accesso adeguato e comodo a questo tipo di strutture». Nell’incontro di Ferrara, due giorni fa, si è parlato di un servizio di “terapia del dolore” (costo 150 euro la prima visita, 100 euro per quelle di controllo) offerto da un poliambulatorio privato locale che collabora con un centro privato del Veneto (convenzionato col sistema pubblico) per eventuali sviluppi di tipo chirurgico.
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