Tragedia del poligono, diktat sanitario sull'inchiesta
Portomaggiore. Dopo la nota dei vigili del fuoco il pm Volta ha convocato le parti. La demolizione potrebbe iniziare martedì 26 aprile
PORTOMAGGIORE. Il pubblico ministero Ombretta Volta ha convocato ieri mattina (22 aprile) alle 10 in Procura tutte le parti coinvolte nella tragedia del Poligono di Portomaggiore. Il provvedimento è stato notificato ai consulenti tecnici del Pm, Cusin e Coppe; alle persone sottoposte alle indagini e ai loro difensori; alle persone offese (prossimi congiunti e parti lese), ai rispettivi difensori e ai loro consulenti tecnici, al comandante provinciale dei vigili del fuoco di Ferrara e al comandante del Norm di Portomaggiore.
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Il motivo? “Vista la nota del tecnico Cristiano Cusin - si legge nel provvedimento - arrivata lo scorso 18 aprile con la quale si rappresenta la necessità di accedere in sicurezza all’interno del sito sequestrato al fine di proseguire gli accertamenti tecnici già delegati, si è ritenuto opportuno convocare tutte le parti per concordare le modalità di intervento”. Semplificando, quel che resta del capannone che ospitava l’attività sportiva, deve essere demolito e l’area bonificata e di conseguenza chi ha necessità di portare avanti i rilievi o acquisire elementi importanti deve muoversi nei modi e nei tempi stabiliti. La struttura di via Cattaneo si trova in pieno centro abitato ed è circondata da piccole villette. Dal dieci gennaio, da quando cioè il Poligono è stato messo sotto sequestro, nulla è stato toccato. I tecnici sono tornati sul posto lo scorso 14 aprile, quando lo stesso Pm Volta ha nominato come consulente Federico Ferrari, docente Unife specializzato in metodologie di rilievo integrato tramite laser scanner 3d e restituzione tridimensionale solida. Il poligono sarà quindi ricostruito virtualmente con la speranza che le immagini possano aiutare a capire cosa sia successo e da dove il fuoco sia partito.
«Non ci siamo presentati - spiega l’avvocato Alberto Bova, legale difensore di Fabio Ghesini, titolare del Poligono e al momento indagato per omicidio plurimo assieme ad altre due persone - Come annunciato fina dal primo momento, ci siamo messi a completa disposizione degli inquirenti e di conseguenza qualsiasi decisione venga presa per noi va bene». «Fabio Ghesini è la quarta vittima di questa tragedia», aveva detto Bova e seppur non esplicitamente sembra ribadirlo anche in questa occasione.
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Presente invece l’avvocato Cataldo Mascoli in rappresentanza delle famiglie di due delle vittime, Maurizio Neri e Lorenzo Chiccoli: «Apprezziamo la volontà e l’impegno della Procura nel voler arrivare alla verità in tempi brevi, per quanto siamo consapevoli che non sarà facile (ma non impossibile) ricostruire l’esatta dinamica». «I vigili del fuoco hanno manifestato la necessità di mettere in sicurezza lo stabile - spiega l’avvocato Michele Ciaccia, legale di Unicredit (il capannone vede un leasing ancora attivo) - e nei prossimi giorni si partirà con la demolizione». In teoria la messa in sicurezza potrebbe partire subito, in pratica mancherebbero i macchinari che dovrebbero arrivare nei prossimi giorni e si slitterà quindi molto probabilmente a martedì. Sarà proprio durante le operazioni che i periti di parte, se lo riterranno opportuno, potranno effettuare i rilievi avendo accesso ad aree fino ad oggi interdette anche agli stessi vigili del fuoco. Si procederà lentamente e con tutte le cautele del caso essendo appunto la zona abitata e soprattutto potendoci essere elementi e tracce di materiali fondamentali per arrivare alla verità.
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