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«Il Consorzio riveda i rincari»

«Il Consorzio riveda i rincari»

Il sindaco interviene dopo le polemiche sulla tassa di scolo

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PORTOMAGGIORE. La tassa di scolo applicata dai Consorzi di bonifica sta suscitando anche nella nostra provincia vibrate proteste. In tanti oltre che alle sedi consortili si sono rivolti ai comuni chiedendo alle amministrazioni comunali di mobilitarsi. Alcuni sindaci si stanno muovendo. Il primo cittadino di Portomaggiore, Nicola Minarelli ha precisato il suo pensiero sui social network. «Sento l'esigenza di informare i cittadini su ciò che sta succedendo rispetto ai rincari (in alcuni casi davvero spropositati) della tassa di scolo. La competenza non è dei comuni ma nonostante questo ci siamo da subito attivati per avere spiegazioni e intervenire per calmierare aumenti che riteniamo incredibili. Ciò che è successo - prosegue il sindaco - è che un nuovo piano di classifica ha portato ad una redistribuzione interna e quindi, pur non essendo aumentato considerevolmente il gettito complessivo (+2%), ci sono fattispecie che vengono a pagare molto più di altri: i fabbricati urbani. Ciò che abbiamo richiesto al Consorzio (in questo caso quello Pianura di Ferrara ndr.) è di rivedere questi rincari eccessivi e di applicare in maniera favorevole ai contribuenti le linee guida della Regione che impongono che gli aumenti non siano oltre i 100 euro e del 20% (ora l'interpretazione del consorzio è che si interviene solo se queste due casistiche sono presenti contemporaneamente); abbiamo anche chiesto alla Regione di esprimersi in maniera ufficiale e celere in questo senso. Nel caso tutto questo non venga recepito siamo disponibili a procedere anche attraverso ricorso amministrativo. Lo stesso Consorzio ha fatto aperture importanti. Come sindaci - conclude Minarelli - ci siamo stancati di dover mettere la faccia e assumerci responsabilità che non sono le nostre. Siamo contenti di rispondere ai nostri cittadini, di difenderli, di supportarli in tutto e crediamo che sia naturale che essi si rivolgano a noi in quanto istituzione più vicina a loro e più facilmente contattabile. Lo abbiamo fatto in passato e vogliamo farlo ora e anche in futuro: è una parte essenziale del nostro ruolo. Non vogliamo però continuare (così è successo molte volte in questi anni) a dover sopperire, rimediare, correggere o sostenere scelte fatte da altri e sulle quali non abbiamo capacità di incidere e decidere».

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