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Pronto soccorso privato? «Così si torna indietro»

Pronto soccorso privato? «Così si torna indietro»

Critica Claudia Canella (Cisl-Fp): l’utente spende già molti soldi di tasca sua Tiziano Carradori (Sant’Anna): non credo che la Regione abbia cambiato linea

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Il pronto soccorso in mano ai privati? Si stanno moltiplicando in Italia le strutture sanitarie che offrono servizi a pagamento per i pazienti che richiedono prestazioni d’urgenza per traumi o patologie di lieve entità (codici bianchi e verdi). L’ultima che ha annunciato la sua apertura ha sede nel centro di Bologna. Per Marco Blanzieri, segretario della Fp-Cgil sanità regionale, il fenomeno è una spia delle difficoltà del sistema pubblico a rispondere in modo adeguato alle necessità dell’utenza. La collega Claudia Canella, segretaria della Cisl-Fp, si dice «preoccupata. Ci stiamo incamminando su un discorso pericoloso - afferma - perché all’utente viene già chiesto da tempo di supplire con proprie risorse alla progressiva contrazione degli investimenti e della spesa nel campo della sanità». Uno dei motivi delle perplessità espresse dalla sindacalista è legata ad un processo che a Ferrara e in regione ha già preso piede. «Sono stati chiusi molti piccoli presìdi di primo soccorso - dice - perché si diceva che nei casi in cui il tempo è decisivo per salvare o curare adeguatamente il paziente la sosta al punto di primo soccorso avrebbe potuto rappresentare un passaggio in più con rischi per l’ammalato. Ora quei servizi vogliono ripristinarli i privati, legittimamente certo, ma non è una soluzione che ci piace, è come se si tornasse indietro. Quel tipo di prestazioni dovrebbero essere erogate in strutture in grado di intervenire anche nei casi più gravi». Tiziano Carradori, direttore generale del Sant’Anna, che gestisce il più grande pronto soccorso pubblico della provincia, ammette «di non conoscere bene questo tipo di servizi offerti dal privato, quindi non entro nel merito. Non credo però che l’Emilia Romagna stia cambiando la sua linea, basata sulla collaborazione tra pubblico e privato convenzionato. Le carenze del sistema pubblico? Non c’è dubbio - lo dicono tutte le statistiche - che lo Stato abbia ridotto la spesa in sanità e questa scelta si è riflessa sui servizi. Credo che sul rapporto fra sistema pubblico e privato si debba aprire una riflessione a livello centrale tenendo conto almeno di due aspetti: in alcuni sistemi stranieri certi fenomeni, come le liste d’attesa, sono meno presenti ma la sanità costa ad ogni utente molto di più». (gi.ca.)

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