Restano 40 stalle da latte Chiudono una dopo l’altra
«In un momento difficile per l'economia dobbiamo portare sul mercato il valore aggiunto della trasparenza con l'obbligo di indicare in etichetta l'origine degli alimenti come ha chiesto il 96,5%...
«In un momento difficile per l'economia dobbiamo portare sul mercato il valore aggiunto della trasparenza con l'obbligo di indicare in etichetta l'origine degli alimenti come ha chiesto il 96,5% degli italiani sulla base della consultazione on line sull'etichettatura dei prodotti agroalimentari condotta dal Ministero delle Politiche Agricole». È quanto afferma Coldiretti che mette sotto accusa la normativa comunitaria che consente di spacciare come Made in Italy prodotti importati dall'estero. La mancanza di trasparenza in etichetta sulla reale origine colpisce formaggi e salumi, ma anche il latte a lunga conservazione.
«Il risultato è che gli inganni del finto Made in Italy riguardano tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro che sono stranieri senza indicazione in etichetta come pure la metà delle mozzarelle». La battaglia di Coldiretti per la trasparenza in Europa riguarda anche il prezzo del latte, per garantire la giusta remunerazione degli allevatori italiani ai quali il latte viene pagato al di sotto dei costi di produzione. Nel 2015 hanno chiuso circa mille stalle da latte, con effetti irreversibili sull'occupazione e sull'economia.
«Anche nella nostra provincia - sostiene Moreno Frigati, allevatore e produttore di latte, coordinatore provinciale della sezione ferrarese dell'Associazione regionale allevatori e membro di Giunta provinciale di Coldiretti Ferrara - sono drasticamente diminuite le aziende zootecniche e quelle da latte in modo sensibile. Dall'inizio dell'applicazione del regime della quote latte, nel 1985, alla loro cessazione, lo scorso anno, il numero di stalle da latte ferraresi si è ridotto di dieci volte, e oggi siamo nell'ordine di circa 40 in tutto. E se non si inverte l'andamento dei mercati si ridurranno ulteriormente dato che il prezzo proposto dalle industrie copre a malapena il costo di produzione, quando addirittura è al di sotto».
E se l'azienda di Frigati, una società familiare tutta impegnata nell'attività di allevamento, ha trovato un ulteriore elemento di diversificazione nella vendita diretta tramite i distributori automatici nel comune di Ferrara ed attivi ormai da diversi anni,«il problema della filiera del latte - sostiene Coldiretti - rimane tale. E' stretta tra alti costi di produzione e un prezzo non adeguato, oltre alla concorrenza non sempre trasparente di prodotti esteri. Siano essi latte o prodotti lattiero caseari»
«Già oggi, a fronte di una produzione nazionale di 110 milioni di quintali di latte, sono 85 milioni di quintali le importazioni di latte equivalente dall'estero, sotto forma di concentrati, cagliate, semilavorati e polveri per essere imbustati o trasformati industrialmente e diventare magicamente mozzarelle, formaggi o latte italiani, all'insaputa dei consumatori. Oltre ad ingannare i consumatori ciò fa concorrenza sleale nei confronti dei produttori che utilizzano esclusivamente latte fresco».(a.t.)
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