Consorzio agrario La vecchia sede sta cadendo a pezzi
Bondeno, erbacce e segni del tempo sugli edifici L’area, a ridosso del centro, è in attesa di un acquirente
BONDENO. La vecchia sede del Consorzio agrario di viale Matteotti attende che qualcuno decida di investire in questo angolo di territorio. Uno spazio - in una zona a ridosso del centro del paese - che è attualmente in vendita, come area edificabile, dove però l’erba incolta comincia a vedersi in tutta la superficie. Quella che un tempo, a partire dal primo dopoguerra e fino all’inizio dello scorso decennio, brulicava di attività. Con lo stoccaggio di frumento e mais, nell’imponente “silo granario” (riportato in qualche cartolina d’epoca di Bondeno), alto circa 30 metri e realizzato nel ventennio fascista, come foto ormai ingiallite ricordano.
Il silo ha funzionato attivamente per almeno 70 anni, salvo poi essere superato dai tempi e dai nuovi centri di stoccaggio dei cereali. Un tempo, il complesso del Consorzio agrario sorgeva in un’area dedicata alla lavorazione agro-industriale, vicino alle celle frigorifere, dove veniva stoccata la frutta di stagione; a due passi dallo stabilimento saccarifero, chiuso e poi smantellato dopo il 2006. Mentre, alle spalle delle costruzioni ancora visibili sulla superficie, avrebbe dovuto nascere un altro centro di ricovero per prodotti orticoli, che poi venne abbandonato nel Secondo dopoguerra.
Fino agli anni Ottanta erano chiaramente visibili i piloni in cemento armato, che avrebbero dovuto servire da struttura portante dell’opera, i quali sono stati sepolti in seguito da terra e inerti, anche per motivi di sicurezza. All’interno del complesso ha funzionato attivamente, fino a non molti anni fa, una pesa per autocarri (oggi disposta in area Cargofer) e un’agenzia assicurativa.
Tra le peculiarità del complesso agro-industriale, anche alcune linee di raccordo con quella ferroviaria della Fer. Acquistate da un privato, con un atto passato qualche anno fa in consiglio comunale. Mentre su di un muro esterno del silo granario, si trova un bassorilievo, in cui si riporta della presenza di un ordigno della seconda guerra mondiale, sepolto a qualche decina di metri di distanza, ad enorme profondità.
Si attende ora di capire se e quando quest’area troverà una nuova destinazione d’uso, per ora rimangono le imponenti strutture e il lento degrado portato dal tempo. Mirco Peccenini
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