«Buona notte “Fre”, eri il mio guerriero»
Commozione a Migliarino durante i funerali di Francesco, morto a 21 anni. L’ultimo saluto del fratello e gli applausi della comunità. L’omaggio dell’Arma
MIGLIARINO. «Quando ti ho visto esalare il tuo ultimo respiro non potevo nemmeno immaginare che il mio guerriero non ci sarebbe più stato, che non avrei avuto più nessuno con cui litigare. Buona notte “Fre”, buona notte fratellone».
Sono le ultime parole della lettera che Mattia ha scritto e letto, tra la commozione generale, ieri, per dare l’ultimo saluto al fratello Francesco Sabatino, “Saba” per gli amici, morto a 21 anni, per una malattia incurabile. Francesco, figlio dell’appuntato scelto dei carabinieri, Domenico Sabatino, in servizio a Ostellato, ha compiuto il suo ultimo viaggio, accompagnato dagli applausi e dalle lacrime di quanti gli hanno voluto bene.
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Vicino a lui la mamma Grazia, il fratello Mattia, il papà Domenico e gli amici più cari, ma anche quelli che conosceva appena, ma che non potevano non volergli bene. In chiesa tanti fiori bianchi, sulla bara, e una foto sorridente di Francesco “Saba”, una maglia bianca con un saluto e la firma degli amici più cari. E tante foto, affisse in chiesa, prese da Facebook, con tanto di emoticon e due ingrandimenti del giovane affissi al leggio dell’altare e al banco dove hanno trovato posto i genitori, il fratello e lo zio. Uno schermo sul quale sono scorse le riprese di un Francesco che si divertiva, un “Saba” sorridente con gli amici, una vita giovane spezzata, rubata.
Un ultimo saluto che ha visto la partecipazione di numerosi ufficiali dell’Arma a cominciare dal generale di divisione Adolfo Fischione, il colonnello Carlo Pieroni, comandante provinciale, i tenenti colonnello Bartemucci e Firrinceli, i maggiore Gubbiotti, Rapino, il tenente Coppi, i comandanti di stazione della compagnia di Portomaggiore e del Nucleo operativo Radiomobile e i militari della stazione di Ostellato, con loro il sindaco di Fiscaglia, Sabina Mucchi, con fascia tricolore e il vice sindaco Fabio Tosi. La messa è stata celebrata dal cappellano militare don Grigolon che ha concelebrato con i parroci don Catozzi e don Lukas e ringraziato il reparto di Pediatria di Cona che ha sempre avuto un occhio di riguardo per Francesco e la sua famiglia, durante la sua lotta per provare a vincere la malattia.
«Pur sapendo di andare incontro alla morte – ha detto don Grigolon nella sua omelia – vi chiedeva di essere felici. Francesco oggi è andato avanti ed un giorno ci ritroveremo con lui, tutti insieme. Francesco aiutaci perché la luce della fede ci illumini». Il suono del pianoforte ha accompagnato la lettura della lettera del fratello e degli amici, che hanno ricordato Francesco, che faceva forza agli altri, un vero guerriero. Il feretro di Francesco “Saba” è stato portato fuori dalla chiesa tra gli applausi ed all’uscita da un commosso, ma forte ciao. E per ricordare la battaglia di Francesco, come ultimo regalo, quello di aiutare, con le offerte l’associazione Giulia Onlus. Al termine della messa la salma è stata portata al cimitero di Migliarino per la sepoltura.
Maria Rosa Bellini
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