Sanità, ecco chi sfida i migliori in Italia. A Ferrara qualche luce
I dati li ha raccolti e pubblicati il sito “Dove e Come mi curo”. L'ospedale di Cona non sfigura, brilla per qualità il sistema emiliano. Trattamento dell'aneurisma, rivascolarizzazione degli arti inferiori, impianto cocleare e angioplastica i punti di forza del polo di Cona.
FERRARA. Fino a poco tempo fa quei dati erano confinati in strutture centrali, quasi mai accessibili o reperibili con facilità. Ora basta un clic per consultare una classifica nazionale di qualità dove trovano collocazione anche ospedali e centri sanitari convenzionati di Ferrara e provincia. Il portale si chiama “Dove e Come mi curo”, il suo comitato scientifico è formato da dirigenti e ricercatori dell’Università Cattolica Sacro Cuore di Roma che si sono avvalsi della collaborazione di alti dirigenti dei sistemi sanitari italiano, inglese, francese e Usa. Il sito, che ha raccolto dati estratti da varie fonti su 1373 strutture accreditate nazionali offre una panoramica, basata su diversi indicatori, delle prestazioni di qualità di ogni struttura.
Come ne esce la sanità provinciale? Se la selezione si ferma ai primi 30 centri ospedalieri nazionali classificati per esperienza (numero di casi trattati) in Italia Ferrara non brilla ma compare comunque nella graduatoria relativa a 9 indicatori sui 43 monitorati. L’ospedale Sant’Anna, l’azienda ospedaliero-universitaria, si colloca ai primi posti (5°) per esperienza nel trattamento dell’aneurisma (la mortalità a 30 giorni rientra nella fascia media nazionale), sempre al 5° per la rivascolarizzazione degli arti inferiori; all’8ª posizione per l’innesto di impianto cocleare e per per l’angioplastica coronarica; al 20° posto nella legatura delle vene degli arti inferiori, al 22° nel trattamento chirurgico del tumore maligno al colon (la mortalità a 30 giorni si inserisce nella fascia media nazionale), al 25° per numero di ricoveri per tumore maligno all’esofago, al 26° per gli interventi su frattura al collo del femore (mortalità a 30 giorni nella fascia media nazionale, per il trattamento entro due giorni fascia alta), al 27° per volume di interventi sui tumori della pelle o sottocutanei.
Se il conteggio si ferma ai primi 30 posti ordinati per esperienza l’unico l’altro ospedale della provincia che viene citato è quello del Delta, a Lagosanto, che occupa il 26° posto nella classifica ordinata per minor mortalità da infarto miocardico. L’elenco nazionale è stato diviso in tre fasce: alta, media e bassa. Il Sant’Anna si è piazzato nella prima, oltre che per l’aneurisma, per l’impianto cocleare e gli altri già citati, per la rivascolarizzazione carotidea - stenting e angioplastica (numero di ricoveri), per la frattura della tibia-perone (ricoveri), per la bassa mortalità a 30 giorni dal ricovero per la broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco), per il tumore al sistema nervoso (volume di interventi) e diversi altri indicatori tumorali. L’ospedale di Cento compare nella fascia più alta delle tre nazionali per la bassa mortalità da infarto miocardico, per il volume dei ricoveri (esperienza) finalizzati alla legatura delle vene degli arti inferiori, per la bassa mortalità successiva alla frattura del collo del femore.
Fascia alta per la legatura delle vene degli arti inferiori, volume e bassa mortalità per il tumore al colon, numero di ricoveri per tumori all’apparato riproduttivo femminile, all’apparato muscoloscheletrico e alla vescica, bassa mortalità per Bpco, intervento entro 2 giorni per la frattura al collo del femore, anche al Delta. Infine qualche parola sulla sanità regionale, che si distingue per lodevoli e ottime performance nei primi 30 posti considerati. Tra i più presenti l’Hesperia Hospital e il Policlinico di Modena, il Sant’Orsola, il Maggiore, il Bellaria e il Rizzoli di Bologna, l’ospedale di Parma, l’ospedale e l’Irccs Santa Maria Nuova di Reggio Emilia. Non mancano dall’elenco le piccole strutture convenzionate. (gi.ca.)
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