Tassa bonifica, in centinaia chiedono modifiche
Consorzio al lavoro sulle segnalazioni. Il presidente: per ora importi e scadenze invariati
È cominciato ieri in Consorzio il lavoro di verifica delle segnalazioni contro le maxi-cartelle della bonifica. Al portale dell’ente sono già arrivate 254 mail di contribuenti che chiedono chiarimenti sugli aumenti della tassa, in certi casi triplicata o più rispetto all’anno scorso, e spiegazioni sui dati inseriti nella cartella. In via Mentana se ne attendono molte altre, visto il volume dei contatti in questi giorni che seguono l’invio delle cartelle, e ci si appresta ad un lavoro di verifica dei calcoli dei programmi automatici, che, ormai è chiaro, non sono riusciti a rispettare in tutti i casi i paletti posti dalla Regione: non più di 100 euro e 20% d’incremento annuo, altrimenti doveva scattare la spalmatura in cinque anni. Perché i maxi-aumenti, quindi? «Ci possono essere diversi motivi - spiega Franco Dalle Valle, presidente del Consorzio di Bonifica - Se una ditta ha cambiato intestazione, ad esempio, compariva come nuova al data base e quindi non veniva calcolata la differenza sull’anno precedente. Su 30mila imprese in provincia, può essere una condizione piuttosto diffusa. Stessa cosa in caso di donazione di beni, successioni, modifiche catastali».
In caso queste situazioni, su richiesta del contribuente o a seguito d’indagine d’ufficio, risultassero in contrasto con le direttive regionali, il Consorzio si attiverà in sede di pagamenti della seconda e terza rata: la prima, va ricordato, è in scadenza il 2 maggio. «Al momento non abbiamo disposto alcuna variazione degli importi e nei termini di pagamento, che rimangono pertanto come da avviso ricevuto» sottolinea quindi il presidente, anche a seguito delle interpretazioni su quanto emerso dall’incontro con i sindaci della scorsa settimana.
Ferrara è tra i primi consorzi regionali ad aver inviato gli avvisi di pagamento, quindi è presto per capire se i disguidi segnalati in provincia sono frutto di errori di calcolo o di limitata efficacia del dispositivo studiato dalla Regione per attenuare i maxi-aumenti. In ogni caso il 4 maggio è prevista una riunione dell’Associazione regionale dei consorzi, nella quale si affronterà la questione.
Stefano Ciervo
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