Via al potenziamento della sanità nel Centese
Due progetti per l’integrazione fra la medicina sul territorio e quella ospedaliera nell’ottica di una crescita dell’assistenza anche al domicilio dei malati
CENTO. Ulteriore impulso alla sanità centese. Iniziano infatti “Medicina di Rete” e “Cardiologo Facilitatore”, due progetti per l'integrazione tra medicina generale e medicina ospedaliera. A lanciarli il direttore del Distretto Ovest Felice Maran, i referenti dei gruppi di lavoro, il dottor Sandro Melloni (coordinatore delle cure primarie di Cento) e il dottor Maurizio Dinelli, e dal sindaco Piero Lodi. Presenti i medici che collaborano per la realizzazione del progetto, la dottoressa Neri (referente attività di assistenza domiciliare del Distretto), la dottoressa Pandini (referente attività infermieristica tecnica), il dottor Sandro Bartalotta (referente di medicina generale).
Primo progetto, ha riferito il dottor Melloni, è Rete Duemila: «Due reti avanzate, in una logica sia d'integrazione sia di territorio, per mantenere in costante collegamento, prima di tutto telematico, i medici di base del Centese. Referenti, sono i medici generici Stanislao Pezzini e Alessandro Pirani. Alla medicina di gruppo con la sua sede propria e il suo referente, il dottor Antonio Gallerani, si vanno così ad affiancare due medicine in rete, che permetteranno di coprire il territorio (Cento e Cento/frazioni) in maniera capillare». Tante le aspettative legate all'avvio del progetto Rete Duemila, che non consentirà solo di reperire un medico di base disponibile anche al di fuori dell’orario del proprio medico curante, fino alle 19 in due ambulatori a copertura di tutto il Centese, ma anche di realizzare progetti con i medici di base e infermieri (domiciliari e di struttura), per la gestione e l'assistenza domiciliare dei malati cronici.
Un percorso che è partito dalla Cardiologia e dall'attenzione verso i pazienti con scompenso cardiaco, per aprirsi sul territorio.
Spiegato dal dottor Dinelli, il secondo progetto, quello d'integrazione e continuità tra ospedale e territorio. Obiettivo sarà individuare i percorsi assistenziali migliori per quei pazienti (6% dei maschi e 8% delle donne con oltre 80anni) affetti da polipatologie croniche, dimessi dall’ospedale: «Ed è proprio per andare incontro a queste fasce più deboli, che si cerca di spostare l'asse dell'interesse dall'ospedale al domicilio del paziente, dal settore quasi esclusivamente sanitario, a quello bio-psico-sociale (se non addirittura economico). Un'apertura di campo e un'occasione per rafforzare il dialogo, per un approccio condiviso, tra medici e infermieri ospedalieri, i medici di medicina generale e gli infermieri domiciliari, che operano sul territorio». Da maggio quindi, verranno coinvolti per una valutazione, i medici con pazienti ricoverati per scompenso cardiaco. Dai medici di base poi, un appello all'Asl ad investire sul distretto sanitario che fa capo a Cento, e ai medici specialisti perché diano disponibilità a recarsi a domicilio. «Oltre alla scelta di investire sull’ospedale di Cento - ha sottolineato Lodi - si inizia un percorso di valorizzazione della medicina generale, primo volto della sanità sul territorio. Un passo importante per tutto il Distretto Ovest». (b.b.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
