La Nuova Ferrara

Ferrara

l’impatto delle nuove norme

“Buona scuola” e troppi problemi

“Buona scuola” e troppi problemi

Zangheratti (Cisl) e Cattani (Cgil) sulla legge 107 del governo Renzi

4 MINUTI DI LETTURA





L’anno scolastico è agli sgoccioli ed è tempo di bilanci sugli effetti della Legge 107, conosciuta come “Buona Scuola” e tracciarlo sono due rappresentanti sindacali Alessandra Zangheratti, segretario territoriale Cisl Scuola Ferrara e Hania Cattani, segretario Cgil scuola Ferrara. Secondo Alessandra Zangheratti, uno dei problemi principali che ha riguardato gli insegnanti precari è stata la ritardata assegnazione dello stipendio che da «settembre si è protratta nei primi 4 mesi iniziali del 2016, ritardi molto vistosi, che hanno messo in ginocchio le persone». Un altro problema è stato il ricorso ai supplenti come mai prima era accaduto: «Se Renzi aveva annunciato la fine della supplentite, abbiamo assistito invece al fenomeno opposto: hanno lavorato tanti supplenti, anche chi era in fondo alla graduatoria o aveva dato la sua disponibilità». Ma ci sono problemi anche per il personale Ata, collaboratori, segretari, assistenti tecnici. Problemi che derivano dalla Legge di stabilità «in cui si è deciso che segretari e assistenti tecnici non possono essere sostituiti neanche su assenze di un anno, senza tutele per malattie gravi e maternità. Per i collaboratori scolastici vige la regola che non si possono sostituire per assenze inferiori ai 7 giorni, aggravando così il lavoro del personale in servizio» spiega Zangheratti. E che dire degi insegnanti di potenziamento, «docenti in anno di formazione e prova, che spesso sono usati come jolly per coprire le assenze di altri colleghi, vedendosi anche slittare l'orario di servizio». «In questo periodo Cgil, Cisl, Uil, Snals stanno raccogliendo firme per contrastare ciò non ci piace della Legge 107, e che sfocerà nella manifestazione nazionale delle Rsu a Roma in piazza Montecitorio, dove porteremo le firme raccolte», continua Zangheratti. Anche per quanto riguarda il cosiddetto bonus, la sindacalista contesta la scarsa trasparenza nella determinazione dei criteri: «Allo stato attuale il merito è valutato in maniera diversa da scuola a scuola e la circolare ministeriale non ha chiarito». Per quanto riguarda i trasferimenti, dal prossimo settembre i dirigenti chiameranno i docenti nell'ambito territoriale. «Gli insegnanti dovranno rispondere alla chiamata del dirigente e potranno accettare o rifiutare, e chi non è chiamato viene assegnato d'ufficio. Vorremmo criteri chiari e oggettivi per tutti nelle chiamate dei dirigenti», conclude la sindacalista.

Anche Hania Cattani,segretario provinciale Flc Cgil conferma i timori della collega. «I problemi sono stati tanti, sia per i docenti che per il personale Ata.La Legge di stabiltà ha decretato la mancata sostituzione per segretari e assistenti tecnici, e questo ha creato gravi problemi nelle scuole, anche di apertura e chiusura di sedi e i colleghi hanno svolto ore eccedenti per sostituire il personale». «Come sindacato - aggiunge - ci siamo mossi a livello regionale per fare una determina per consentire ai dirigenti di sostituire il personale amministrativo assente. Inoltre, per il personale Ata non è stata effettuata nessuna assunzione. Come Cgil stiamo chiedendo di assumere in ruolo anche questo personale».

Anche Hania Cattani contesta i poteri attribuiti al dirigente con la legge 107 «sulla possibilità di gestire il bonus e il salario accessorio e di darlo a chi ritiene più meritevole. Non si è mai visto una figura nella Pubblica amministrazione che gestisca salario accessorio, senza confronto con nessuno.Tutte le sigle sindacali si sono opposte a questa logica e la contrattazione è ancora aperta». La Cgil stanno proponendo 4 referendum per abrogare parti della 107, ricorda la Cattani : uno è l'abrogazione del potere discrezionale del dirigente di scegliere e confermare i docenti; poi l’abrogazione della norma che dà potere al dirigente di scegliere i docenti da premiare economicamente. E gli altri due l'abrogazione della norma di almeno 200 ore di alternanza scuola lavoro nei licei e 400 nei tecnici e l'abrogazione dei finanziamenti privati a singole scuole, pubbliche o private. Anche Cattani rimarca la necessità di criteri chiari e trasparenti nella nomina dei docenti e un'alternanza scuola-lavoro pensata in un'ottica educativa, "senza correre il rischio strisciante di lavoro non retribuito». Alla manifestazione di Roma «chiederemo il rinnovo del contratto bloccato dal 2009 e probabilmente dichiareremo lo sciopero del comparto scuola. Ci siamo mossi anche per le vie legali contro il blocco del contratto, ora agiamo con la mobilitazione», conclude Hania Cattani.

Veronica Capucci

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google