«I roghi nel Mezzano possono ripetersi»
Monito del sindaco di Ostellato alla Regione: serve un protocollo operativo per evitare quanto accaduto l’anno scorso
OSTELLATO. Perché non si ripeta, per essere pronti nel caso dovesse succedere, per rammentare a chi lo avesse dimenticato che l’anno scorso, e per mesi, grande parte del Mezzano (dove i terreni sono ricchissimi di torba) andò a fuoco a causa proprio dei processi dinamici di questo composto. Ed anche per mettere al riparo il proprio territorio. Andrea Marchi è il sindaco di Ostellato e conosce bene questa storia. Iniziata nel luglio 2015, e terminata dopo oltre 4 mesi di paure e preoccupazioni, verso la fine di ottobre. E allora, per fugare dubbi e paure sui rischi ancora attuali e per non dimenticare quella lunga estate calda, il primo cittadino ha preso carta e penna ed ha scritto all’assessore regionale alla Protezione Civile, Paola Gazzolo. «Soprattutto - ci spiegava ieri mattina Marchi, raggiunto dalla Nuova al telefono - perché, purtroppo, si tratta di fenomeni che possono ripetersi, come peraltro hanno detto gli stessi esperti». Di seguito, poi, la lettera di Marchi è come al solito chiara: «Ricordo - scrive il sindaco di Ostellato all’assessore regionale - che ampi appezzamenti di terreno sono stati interessati da incendi dello strato torboso e le opere di spegnimento - prosegue Marchi nella lettera alla Gazzolo - hanno visto coinvolti uomini e mezzi in gran numero e si sono prolungate nel tempo, anche in ragione dell'estensione dell'area incendiata, delle condizioni climatiche e per le difficoltà operative legate alla localizzazione degli incendi stessi. Occorre ora considerare - entra nel merito Marchi - che tale situazione è probabilmente ripetibile nel corso dell'estate che si approssima; la presenza estesa di torba, eventuali fiamme libere, l'estensione del territorio (il Mezzano, appunto, ndr) e, non da ultimo, aree incolte spesso soggette a vincoli di varia natura normativa, rendono possibile il verificarsi di nuovo del problema. Si richiede pertanto l'attivazione in tempi rapidi - scrive ancora il primo cittadino di Ostellato - di un tavolo al fine di redigere un protocollo operativo di intervento tra Comuni coinvolti, Provincia di Ferrara, Consorzio di Bonifica, Agenzia Regionale di Protezione Civile, in modo tale da intervenire celermente ed efficacemente alla riproposizione del fenomeno». Insomma, probabilmente istruito dal lato tecnico da esperti, il sindaco di Ostellato (peraltro si ricorda che ogni sindaco è anche massima autorità sanitaria locale) ha messo benevolmente le mani avanti perché il Comune (e con esso il territorio) non si trovi impreparato e senza appoggi (ecco la Regione) se i roghi della torba dovessero ripetersi. L’anno scorso i fuochi originarono per mesi uno stato di ansia tra i residenti del Mezzano. Allora, in quei giorni, i centralini dei vigili del fuoco e dei carabinieri vennero bersagliati di telefonate allarmate con le quali cittadini e turisti lamentavano un odore acre di bruciato soprattutto tra i Lidi Estensi e Spina. Questioni di vento e di dove il vento porta. Venne allertata anche la Protezione Civile. Ora Marchi cerca di entrare d’anticipo. E conta su una rapida risposta della Regione.
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