La Nuova Ferrara

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Mutui e raggiri, stangata di quattro anni

di Daniele Predieri
Mutui e raggiri, stangata di quattro anni

L’imprenditore Paolo Lazzari condannato per il reato di circonvenzione d’incapace, per compravendita ritenuta fittizia

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FERRARA. Era balzato alle cronache nelle settimane scorse per il sequestro record dei suoi beni, tra cui Villa Filangeri-Gulinelli di Sant’Egidio, pari a 13 milioni di euro. Per Paolo Lazzari, imprenditore e agente immobiliare di lusso come si definisce lui stesso, ma indicato come bancarottiere, evasore, truffatore dagli inquirenti ferraresi che indagano su di lui da almeno un decennio, i guai non si fermano qui: martedì scorso, infatti, in tribunale, il giudice Franco Attinà lo ha condannato a 4 anni di pena per circonvenzione di incapace, di una donna 45enne, per averla indotta ad accendere un mutuo di 350mila euro per acquistare un immobile in provincia di Parma e adibirlo a bed and breakfast e che avrebbe dovuto gestire la donna stessa: la compravendita dell’immobile sempre riconducibile a Lazzari, è stata ritenuta dall’accusa del tutto fittizia, con l’unico scopo per Lazzari e soci di incassare i soldi del mutuo.

Ecco la mappa dei beni confiscati realizzata da Confiscati Bene (dati dell'Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati)

Un meccanismo illecito che fa da sfondo a questo piccolo processo (non per la condanna superiore alla richiesta della pm Barbara Cavallo e in aula del pm Alessandro Rossini, per 3 anni e 6 mesi) che è in realtà la coda di una grossa inchiesta, su truffe alle banche, messe in atto con il “metodo Lazzari”, termine coniato da inquirenti della procura a riguardo delle attività, ritenute illecite, di Paolo Lazzari. L’indagine era partita nel lontano 2007 e ha dovuto fare i conti, nel tempo, col capestro della prescrizione: Lazzari, infatti, assieme ad un trentina di persone - nell’ambito dell’indagine di polizia e guardia di finanza che l’avevano chiamata “Operazione Untouchables” (intoccabili) - era stato indagato per una serie di presunti raggiri e frodi ad istituti bancari.

Presunti, perché di tutta questa inchiesta - è bene sottolineare - è rimasto ben poco: ad oggi, infatti, solo il reato di circonvenzione contestato a Lazzari è approdato ad un processo perchè gli era stata contestata la “recidiva” (abitudine a compiere reati, in questo caso raggiri): e così Lazzari è stato l’unico tra la trentina di coindagati ad esser processato davanti ai giudici, dopo la valanga di archiviazioni che si sono succedute nelle varie fasi delle indagini e processi per intervenuta prescrizione. Unico processo dell’«operazione Untouchables» concluso martedì scorso dopo una lunga istruttoria: fondamentale è stata una perizia terza, del giudice, in cui il perito/psichiatra aveva escluso lo stato di incapacità della donna, ma stabilito «la minorata capacità di autodeterminarsi». Insomma, subì condizionamenti e suggestioni per l’operazione ritenuta illecita della compravendita fittizia, a favore Lazzari e di altri coimputati, poi archiviati per cui è intervenuta la prescrizione. Lazzari dal canto suo, interpellato, ha annunciato tramite i legali il ricorso in appello: «La ricostruzione dell’accusa accolta dal giudice non corrisponde alla realtà dei fatti: non ho circuito nessuno, io vendo case e questa persona non l’ho cercata ma mi era stata presentata da altri.

Questa vicenda ha alla base la tesi accusatoria che ha portato alla confisca dei miei beni, ma voglio ricordare che dal 2007 le attività investigative che mi hanno indicato come truffatore hanno portato a contestarmi solo questo il reato per cui sono stato condannato, condanna che io e i miei legali appelleremo».

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